Scicli farà ancora una volta da cornice al Mast, il festival di installazioni e musica, che unisce arte, suono e territorio.
Scicli farà ancora una volta da cornice al Mast, il festival di installazioni e musica, che unisce arte, suono e territorio.
Dal 1 al 9 agosto 2025, Scicli torna a ospitare Mast, festival indipendente che esplora i legami tra arte, suono e territorio. Al centro di questa edizione, il tema del vortice: movimento di crisi e rinascita, capace di rimettere in circolo ciò che viene scartato. L’approccio è transdisciplinare e site-specific, con interventi che si distribuiscono in luoghi simbolici e marginali della città – dalla barocca Villa Penna a spazi dimenticati come Spazio Fosso o il parcheggio di via Badiula.
Il festival è l’esito di un percorso di ricerca attivato da febbraio a luglio 2025, documentato sulla piattaforma digitale di MAST. Architetti, filosofi, artisti visivi e sound designer hanno lavorato su materiali teorici, esplorazioni sul campo e riflessioni condivise. Durante la settimana di agosto, le indagini diventano pubbliche: performance, installazioni e incontri traducono in pratica il pensiero maturato nei mesi precedenti.
Tra i progetti in programma: Archive of Voices della sound artist Elena Rivoltini, che raccoglie suoni e memorie acustiche di Scicli in un archivio affettivo e partecipativo. Lo studio StudioAbusi presenta Waste Nest, laboratorio di autocostruzione con rifiuti agro-tecnici, da cui nascerà il palco centrale del festival. Storie di terra, dell’associazione ViaRaffineria, racconta in forma visiva e narrativa la crisi idrica attraverso pratiche di adattamento e riuso. Infine, il filosofo Giovanni Padua guida due giornate di incontri e simulazioni speculative su urbanistica barocca e immaginario del rifiuto: I mascheroni di Scicli.
La sezione musicale riflette lo stesso approccio aperto e ibrido. Kiss Nuka, producer e attivista tra India e Spagna, porta in Sicilia un live in bilico tra techno, ambient e jungle cinematografica. Claraguilar presenta Figura, progetto sonoro e teatrale che unisce chamber pop, elettronica e atmosfere oniriche. Miguel Herreras, da Rotterdam, propone un DJ set che attraversa jazz, house e sonorità futuriste. Il progetto Tammur reinventa il tamburo in chiave rituale ed elettronica. Chiude Tomoki Tamura, figura storica della club culture europea, con un set house profondo maturato tra Osaka, Londra e Berlino.
Ancora una volta, Mast si conferma come uno degli appuntamenti più radicali del sud-est siciliano. Non solo un festival, ma un laboratorio aperto che interroga il paesaggio e sperimenta nuove forme di presenza e relazione.
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