Dall’8 all’11 maggio i padiglioni di Rho si animeranno di produttori, distributori e buyer con i trend più innovativi e sostenibili del settore food&beverage.
Dall’8 all’11 maggio i padiglioni di Rho si animeranno di produttori, distributori e buyer con i trend più innovativi e sostenibili del settore food&beverage.
Dall’8 all’11 maggio il mondo dell’agroalimentare si siede alla stessa tavola, fra i padiglioni del quartiere Fieramilano di Rho, e cerca soluzioni sempre più innovative e sostenibili. Succede grazie a Tuttofood, la fiera B2B a cadenza biennale che ritorna con numeri da record dopo un’edizione in versione ridotta a causa della pandemia. Quest’anno, infatti, la kermesse conta circa duemila espositori e più di settecento buyer provenienti da 81 Paesi. Dati che sanciscono la forte ripresa del settore dopo lo stop forzoso imposto dalla Covid-19 e che posizionano la fiera come punto di riferimento per il comparto alimentare nazionale e internazionale. Qui, si danno appuntamento produttori, distributori, negozianti, buyer e chef, interessati ai diversi passaggi della filiera agroalimentare di qualità. Quattordici isole tematiche spaziano dall’olio al pesce, dalla pasta all’ortofrutta, passando per salutismo e digital: in ogni settore le tradizioni alimentari incontrano l’innovazione con soluzioni che guardano sempre di più verso la riduzione dell’impatto ambientale.
Linee proteiche per sportivi plant based. Filiere tracciate dall’orto al piatto. Ingredienti provenienti da pesca gestita in maniera sostenibile. Packaging innovativi totalmente riciclati e alternativi alla plastica. E prodotti meno sofisticati e privi di conservanti. Chi cerca storie, sapori e materie prime più sostenibili, quest’anno a Tuttofood troverà una corsia preferenziale, il Green trail: una sorta di percorso trasversale ad ogni settore con una segnaletica dedicata. La fiera professionale diventa così vetrina di ultime novità, soprattutto nella Startup area, o nel settore Tuttohealth, dove c’è sempre più richiesta di prodotti vegani, da agricoltura biologica, funzionali, freefrom e nutraceutica. Novità che si affiancano alle eccellenze della tradizione enogastronomica italiana Igp, dop e doc, custodi di biodiversità del territorio a cui appartengono, fatto di saperi antichi e metodi tradizionali.
Piattaforma di business sì, ma attenta all’impatto generato anche. In linea con il Piano di sostenibilità del gruppo, ispirato agli obiettivi dell’iniziativa globale Net carbon zero events di Ufi, Global association of exhibition industry (che mira a ridurre le emissioni entro il 2030 e azzerarle entro il 2050), le manifestazioni fieristiche come Tuttofood hanno avviato un percorso di misurazione di emissioni di CO2. Lo scopo? Ridurre il più possibile l’impatto generato da tutte le fasi dell’evento fieristico, avvalendosi della Lca, Life-cycle assessment, una metodologia analitica e sistematica che valuta l’impronta ambientale di un prodotto o di un servizio.
Ma il cibo ha anche un lato “sporco” che riguarda lo spreco. Non si può, infatti, parlare di alimentazione senza riportare i dati allarmanti raccolti da Tuttofood nell’incontro con il vicedirettore generale della Fao Maurizio Martina. Si stima che gli sprechi alimentari potrebbero sfamare oltre 1,26 miliardi di persone all’anno, abbastanza per nutrire chi ancora nel mondo soffre di fame. E oltre a ciò, il food waste è uno spreco di risorse impiegate per la sua produzione. Proprio per sensibilizzare a un consumo responsabile, la fiera ospiterà l’iniziativa Tuttogood, in collaborazione con Banco alimentare, Pane quotidiano, e altre ong, per recuperare gli alimenti ancora utilizzabili alla fine delle giornate della manifestazione.
Nell’Unione europea sarà più facile produrre e commercializzare i cosiddetti nuovi ogm, ma per 21 organizzazioni ambientaliste, dell’agricoltura bio e dei diritti dei consumatori è una decisione preoccupante.
Una colazione fatta bene è completa, nutriente, equilibrata ed energetica. È la nostra occasione quotidiana per aprire la giornata nel segno della salute.
Mentre La Calera affrontava un severo razionamento dell’acqua, le sorgenti locali venivano prosciugate dall’azienda Indega. I cittadini hanno reagito e hanno cambiato le cose.
Chiedendo l’introduzione di misure specchio, Slow Food evidenzia la necessità che i cibi importati nell’Unione europea, come mais e grano, rispettino gli stessi standard di quelli prodotti nell’Ue.
La Ràkene, a Ruvo di Puglia, lancia una campagna che è sì una raccolta fondi, ma soprattutto una presa di posizione culturale e politica sul modo in cui produciamo e acquistiamo cibo.
Cosa succede al nostro organismo se saltiamo la colazione o la facciamo sbilanciata? Quali sono invece gli effetti di una colazione fatta bene?
