Hot Tuna Live

Il concerto degli Hot Tuna visto da LifeGate Radio.

Come consuetudine, il programma offerto è stato piuttosto
ricco di proposte e nomi… tra questi, uno d’eccezione: gli Hot
Tuna, in cartellone nella seconda serata del Festival, ultima del
loro breve tour italiano. Nonostante nel nostro Bel Paese dei
Comuni e delle Parrocchiette ben difficilmente le notizie
riguardanti gli eventi culturali riescano a superare i confini
provinciali – Como e Varese distano una trentina di chilometri,
sarà mica normale che non se ne sapesse nulla? – sabato 25
luglio circa 500 fans paganti più uno – che sarei io – erano
lì ad aspettarli, comodamente seduti al riparo di una
pregevole tensostruttura posta all’interno dei Giardini
Estensi.

A scaldare il pubblico è toccato alle suggestive
composizioni del talentuoso chitarrista varesino Luca Pedroni,
ispirate alla tradizione flat-fingerpicking e proiettate in una
dimensione sperimentale dal sapore new age, il quale ha poi ceduto
il palco agli Hot Tuna: Jorma Kaukonen, Jack Casady e Barry
Mitterhoff. I primi due rappresentano un pezzo della storia del
rock e non necessitano di grandi presentazioni: nucleo storico
della formazione concepita inizialmente come costola dei Jefferson
Airplane, ne sono da sempre il cuore e il motore; quanto a Barry
Mitterhoff, benché li frequenti ormai da tempo, è un
acquisto relativamente recente e merita una piccola
introduzione… musicista di spicco della nuova scena
bluegrass, eclettico e curioso, ha militato in innumerevoli
formazioni, dimostrando una particolare attrazione per quelle
“progressive” e aperte alle contaminazioni tra generi.

Esempi in questo senso ci vengono dalla sua collaborazione con
Margot Leverett and the Klezmer Mountain Boys, in cui musica
bluegrass e klezmer divengono una cosa sola, o da quelle con
Hollywood e le colonne sonore scritte, tra gli altri, per registi
come Joel ed Ethan Coen. Tornando al concerto, il brano d’apertura
è “Blue Railroad Train”, da “Blue Country Heart”, e con esso
la platea è guidata in un’escursione di circa due ore lungo
le radici della tradizione americana… la scaletta comprende
classici di Lightnin’ Hopkins e del Rev. Gary Davis, come pure
composizioni originali che ripercorrono l’intera carriera di
Kaukonen: da “Izze’s Lullaby”, la delicata ninna nanna regalata
alla figlia e inclusa nel suo ultimo “River of Times”, a “Embryonic
Journey”, tratta da “Surrealistic Pillow” dei Jefferson Airplane e
cui è affidato il commiato. La voce di Kaukonen non risente
del peso degli anni, la sua chitarra nemmeno.

Jack Casady sfoggia il Signature Bass al quale ha dato il nome, da
lui stesso sviluppato in compagnia degli ingegneri Epiphone,
Mitterhoff si alterna tra il mandolino e un’insolita chitarra
tenore, strumento a quattro corde assai in voga negli anni ’30 e
’40. Gli elementi portanti della musica degli Hot Tuna restano il
legame con la tradizione country blues e l’improvvisazione, grazie
al sorprendente affiatamento Casady e Kaukonen sanno scambiarsi
continuamente il ruolo di solista e accompagnatore, sino a
intrecciarsi e fondersi in un tutt’uno compatto e indissolubile.
Mitterhoff prende parte al gioco con estrema naturalezza e il suo
contributo risulta fondamentale specialmente nelle parti
strumentali, per la capacità che gli è propria di
esaltare le potenzialità melodiche del mandolino.

Una lezione di stile, quella degli Hot Tuna, che non manifestano
alcuna propensione a ostentare virtuosismi o trucchetti per
ingraziarsi il pubblico… dalla loro hanno sincerità,
conoscenza e passione, e tanto basta a far la differenza. Almeno,
stando al calore degli applausi coi quali sono stati
ricambiati.

Questa la scaletta completa del concerto:

1. Blue Railroad Train
2. Nobody Knows You When You’re Down and Out
3. I’ll Let You Know Before I Leave
4. How Long Blues
5. Let Us Get Together Right Down Here
6. Come Back Baby
7. Nashville Blues
8. Genesis
9. I Know You Rider
10. Izze’s Lullaby
11. Been So Long
12. 99 Years Blues
13. Hesitation Blues
14. I am the Light of this World
15. Mann’s Fate
16. Embryonic Journey

Varese, 25/07/2009 ©Massimo Baraldi www.massimobaraldi.it

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