Investimenti sostenibili

Investing for global impact, uno sguardo inedito sulla finanza che cambia il mondo

Sono sempre di più le famiglie facoltose che hanno un occhio di riguardo per il Pianeta. Lo dimostrano i numeri di “Investing for global impact”.

Le famiglie facoltose di tutto il mondo pensano solo ad arricchirsi a tutti i costi? Magari in certi casi sarà capitato, ma per fortuna negli anni la loro sensibilità è molto cambiata. E chi ha in mano patrimoni milionari cerca sempre più spesso di usarli per migliorare il mondo. Lo dimostra il report “Investing for global impact“.

Cos’è “Investing for global impact”

“Investing for global impact” è un report realizzato dal Financial Times, in partnership con GIST (Global Impact Solutions Today) e con il supporto della banca britannica Barclays. Ormai è giunto alla sua quarta edizione, che è stata presentata alla fine di marzo a Parigi. Si tratta di uno studio unico nel suo genere, perché prende in analisi due grandi mondi. Il primo è quello dell’impact investing, vale a dire degli investimenti che si propongono di avere da un lato un ritorno finanziario e dall’altro lato un impatto positivo, concreto e misurabile, sul Pianeta e sulle persone. Il secondo è quello della filantropia, vale a dire delle attività di beneficenza vera e propria che – a differenza degli investimenti – sono a fondo perduto.

investimenti a impatto crescita
In Europa, gli investimenti a impatto hanno registrato un vero e proprio boom negli ultimi due anni. Fonte: Eurosif

Chi ha partecipato all’indagine

L’indagine è particolare anche per la scelta degli intervistati. Mentre altre ricerche simili interpellano banche, fondi pensione o compagnie di assicurazione, “Investing for global impact” si concentra su chi gestisce i capitali delle famiglie facoltose: fondazioni e family office. Mentre le prime di solito sono molto note, i family office sono radicati nel mondo statunitense e risultano quasi sconosciuti in Italia. Si tratta di società di servizi che gestiscono il patrimonio di una o più famiglie facoltose (in quest’ultimo caso si parla di multi-family office o multiclient family office). Da un lato forniscono consulenza in campo finanziario, fiscale, strategico e filantropico; dall’altro lato gestiscono gli investimenti; e, infine, si incaricano dell’amministrazione e della contabilità. Possono essere società indipendenti oppure emanazioni di grandi banche.

In tutto, hanno partecipato alla rilevazione 246 soggetti diversi, che provengono da 45 paesi. Un numero che è cresciuto del 35 per cento rispetto all’edizione precedente, anche perché (per la prima volta) i ricercatori hanno interpellato, con questionari specifici, anche alcuni family office e alcune fondazioni che al momento non sono attivi nell’impact investing e nella filantropia. Questo per capire cosa li frena e monitorare le loro evoluzioni future.

L’impact investing ormai è una realtà

Da “Investing for global impact” emergono alcuni dati che fanno ben sperare. Nelle decisioni delle famiglie facoltose, iniziano a guadagnare sempre più spazio i fattori non finanziari, come la csr e l’Esg (aspetti ambientali, sociali e di governance). È opinione generale che l’impact investing sia una scelta più efficiente rispetto alla filantropia. C’è di più: gli investimenti a impatto ormai non sono più “eccezioni”, ma parte integrante dei portafogli di investimenti delle famiglie facoltose, al pari di tutti gli altri strumenti finanziari. Questo non è affatto scontato, visto che si tratta degli “ultimi arrivati” nella grande famiglia degli investimenti responsabili. E, per certi versi, della strategia più avanzata e innovativa.

Per anni, il più grande ostacolo agli investimenti sostenibili è stato il timore di sacrificare i ritorni. Ma questo falso mito è stato smentito dai fatti. Quest’anno il 90 per cento dei family office e delle fondazioni ha ottenuto ritorni finanziari positivi, allineati con i tassi di mercato, dai propri investimenti a impatto. Anzi, nel 75 per cento dei casi queste performance hanno raggiunto, o addirittura superato, le aspettative. L’88 per cento degli intervistati dice lo stesso per quanto riguarda i ritorni sociali.

 

Foto di apertura © Spencer Platt/Getty Images
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