Dalla parte del futuro

Le tre priorità della finanza sostenibile per avere un impatto sul mondo reale, spiegate da Eurosif

La finanza sostenibile cresce, ma il nostro Pianeta resta in crisi. Eurosif, il Forum europeo per gli investimenti sostenibili e responsabili, propone alcune vie d’uscita.

“Nonostante una crescita astronomica degli investimenti sostenibili e responsabili (Sri) e delle iniziative legate alla sostenibilità negli ultimi anni, la scienza ci dice che le condizioni della Terra sono in peggioramento”. Si apre con una nota di preoccupazione il report 2021 di Eurosif, il Forum europeo per gli investimenti sostenibili e responsabili. Segue immediatamente la pars construens: “Pertanto, gli investitori e i responsabili politici devono garantire l’efficacia delle strategie Sri, oggi e in futuro, e regolamentazioni volte a conseguire risultati positivi nel mondo reale”. Lo studio spiega passo dopo passo quali sono le priorità su cui concentrarsi.

Cosa possono fare gli attori del mercato finanziario secondo Eurosif

Banche, società di gestione del risparmio e compagnie di assicurazione – in una parola, gli investitori – hanno un impatto sul mondo reale attraverso le società in cui investono. Possono spingerle a fare passi avanti in materia ambientale, sociale e di governance (Esg), oppure scegliere quelle meritevoli e aiutarle a crescere. Tutto questo, agendo su tre direttrici.

Engagement

Fare engagement significa avviare un dialogo con il management delle società in cui si investe, anche esercitando il proprio diritto di voto all’assemblea degli azionisti. Un voto che può avere un peso soprattutto se arriva da un grande investitore istituzionale. Gli argomenti possibili sono parecchi, tutti relativi alle dimensioni ambientali, sociali e di governance: dalla riduzione delle emissioni di CO2 lungo la catena del valore, fino al miglioramento dell’efficienza energetica e della circolarità del sistema produttivo.

Certo, le cose si complicano quando il cambiamento appare troppo rischioso o troppo costoso, come spesso accade con i piani di decarbonizzazione. Un’azienda che si impegna per la carbon neutrality sostiene dei costi che altri suoi competitor non hanno e quindi, nel breve periodo, può trovarsi svantaggiata. Come si supera questa impasse? Con l’intervento delle istituzioni. Imporre un prezzo per la CO2, per esempio, può spronare un cambiamento positivo e appianare sul nascere le distorsioni sul mercato.

Aiutare le aziende meritevoli a crescere

Ci sono aziende e startup che nascono spinte da una genuina ambizione sostenibile: è il caso di chi produce prodotti o macchinari low-carbon, realizza interventi di social housing e rigenerazione urbana, porta l’assistenza sanitaria nei paesi in via di sviluppo. Soprattutto nelle prime fasi, sottolinea però Eurosif, queste realtà possono trovarsi in grosse difficoltà a raccogliere i capitali per mettere a terra la loro idea – tanto più se ha un alto grado di innovazione tecnologica – e affermarla sul mercato.

È qui che la finanza sostenibile può fare la differenza. Anzi, la sta già facendo: secondo Bloomberg Nef, nel 2020 gli investitori hanno allocato oltre 500 miliardi di dollari nelle società coinvolte nella transizione energetica, il doppio rispetto a dieci anni prima. Anche in questo caso, bisogna fare i conti con i fondamentali economici e finanziari. Qualsiasi fondo e consulente ha il dovere fiduciario di agire nell’interesse del suo cliente, il che significa anche assicurarsi che l’azienda sia solida e profittevole.

Finanza sostenibile e tecnologie verdi
Gli investimenti sostenibili possono orientarsi verso le tecnologie verdi © Caspar Rae/Unsplash

Inviare segnali al mercato

Se c’è chiarezza sui criteri Esg, e se questi diventano davvero dirimenti per le scelte degli investitori, allora le aziende dovranno trasformarsi in chiave sostenibile. È una pura e semplice legge di mercato, ed è una delle frecce più efficaci all’arco degli investitori responsabili. Da qui il ruolo fondamentale della tassonomia europea sulla finanza sostenibile, che metterà nero su bianco i criteri che bisogna rispettare per potersi definire sostenibile. Un modo per premiare chi già dimostra performance Esg elevate, ma anche per indicare alle aziende molto inquinanti la strada giusta per decarbonizzare le proprie attività.

L’Europa è diventata la casa degli investimenti sostenibili

L’Europa è diventata la casa degli investimenti sostenibili”, ha dichiarato a ottobre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, sciorinando una serie di dati. Il mercato europeo dei green bond ormai ha raggiunto i mille miliardi di euro, il doppio rispetto a quello americano e il triplo rispetto all’Asia-Pacifico. E l’Unione stessa ha emesso le sue prime obbligazioni verdi, determinata a raccogliere 250 miliardi di euro con cui finanziare il piano Next Generation Eu. Anche il mercato europeo della CO2 (Emission trading system) è il più grande del mondo. Coinvolge circa 10mila centrali elettriche e industrie manifatturiere, oltre alle compagnie aeree, che tra il 2005 e il 2019 hanno sforbiciato del 35 per cento le proprie emissioni.

commissione europea von der leyen
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen © Leon Neal/Getty Images

Proprio l’Europa è chiamata a tracciare la rotta. “Aziende e investitori hanno una forte volontà e uno straordinario potenziale di costruire un nuovo modello di crescita, carbon neutral e più inclusivo”, scrivono Will Oulton e Victor van Hoorn, rispettivamente presidente e direttore esecutivo di Eurosif. “Per essere all’altezza di questa sfida, devono lavorare fianco a fianco. Le soluzioni sostenibili e innovative hanno bisogno di risorse finanziarie per essere adottate e portate su larga scala. Gli investitori sono alla ricerca di progetti affidabili e duraturi da finanziare, con l’ambizione di generare valore per l’ambiente e le società, insieme ai rendimenti finanziari”.

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