La catena di supermercati Iceland eliminerà la plastica entro il 2023
La catena britannica ha promesso di bandire completamente gli imballaggi in plastica entro i prossimi cinque anni.
La catena britannica ha promesso di bandire completamente gli imballaggi in plastica entro i prossimi cinque anni.
Nella battaglia epocale contro la plastica in prima linea c’è l’Italia. Cosa è andato storto nella notizia positiva come quella del bando dei sacchetti di plastica nei supermercati? L’editoriale di Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente.
Tutto quello che c’è da sapere sull’obbligo di utilizzare sacchetti biodegradabili anche per frutta e verdura: perché si pagano e quanto costano, cosa dicono i supermercati, e i ministeri dell’Ambiente e della Salute.
La catena di supermercati britannica è stata la prima a diffondere i dati relativi alla quantità di antibiotici utilizzati negli allevamenti di polli e maiali e nella produzione di latte.
È il colore di rossetti e fard, di yogurt e di succhi ai frutti rossi. Non c’è più nei celebri aperitivi italiani. Il motivo per cui i clienti non hanno più gradito? La natura dell’E120: insetti polverizzati.
Da gennaio 2018 anche i sacchetti per la frutta e la verdura che usiamo quando facciamo la spesa al supermercato devono essere biodegradabili.
Bulk market è il primo negozio senza rifiuti di Londra, dove ci si può rifornire di prodotti alimentari, e non solo, utilizzando contenitori portati da casa oppure acquistati in loco. Qui la plastica è bandita, tranne quella riciclata e il motto che campeggia sul muro è “zero-waste”, ossia nessuno rifiuto e nessuno spreco. Leggi anche:
La data per lanciare un progetto di noleggio elettrico non poteva essere più azzeccata. Il 24 febbraio, giorno del debutto dell’iniziativa Il gusto di guidare elettrico presso il Supermercato del Futuro Coop di Milano, ha coinciso infatti con M’illumino di Meno, la giornata di festa energetica e condivisione lanciata dal programma Rai Caterpillar e giunta
A Nantes, in Francia, il supermercato Scopéli privilegerà prodotti bio e locali e garantirà prezzi particolarmente vantaggiosi. Grazie alla cooperazione.
Prodotti alimentari scontati del 50 per cento, non più vendibili nelle grandi catene, ma ancora in buone condizioni. È la ricetta contro lo spreco di Wefood.