Aimee Mann alla fiera dei cowboy

Non è una storia vera, ma la trama di un disco o meglio di un concept album, The Forgotten Arm, della cantautrice americana Aimee Mann.

Virginia, Maggio 2005. Gli americani li chiamano “white trash rednecks”, un modo piuttosto crudo (spazzatura bianca) per definire cowboy campagnoli poco avvezzi al buoncostume. Eppure, proprio in una festa popolata da “rednecks”, quella dello Stato della Virginia, è ambientata una fantastica storia d’amore.
I protagonisti sono John e Caroline: lui è un reduce della guerra in Vietnam, un eroinomane che fa il pugile; lei una ragazza scappata di casa in cerca di un futuro migliore.

 

 

Sono gli anni ’70 e i due intraprendono un viaggio on the road, che li porta a Las Vegas. Ma qui, tra droga e gioco d’azzardo, le cose precipitano e il loro rapporto si interrompe. Salvo poi ricominciare e sfociare nel classico “happy ending” che vede lui disintossicarsi e lei finalmente felice.
Non è una storia vera, ma la trama di un disco o meglio di un concept album, The Forgotten Arm, della cantautrice americana Aimee Mann.
Aimee, però, alla fiera dello Stato della Virginia, ci andava davvero e confesserà che la storia, che si sviluppa in tutte le tracce del disco, un qualcosa di autobiografico lo ha.

 

Aimee inizia la sua carriera proprio con il fidanzato Michael Hausman, con il quale nel 1983 forma la band new wave Til Tuesday. Dieci anni dopo preferisce proseguire da sola e con gli anni, grazie alle sue ballad delicate e malinconiche, riesce a ritagliarsi uno spazio importante nel panorama rock femminile d’Oltreoceano.

 

Quando nel 1999, nove sue canzoni entrano a far parte della colonna sonora del film Magnolia di Paul Thomas Anderson, Orso d’Oro al Festival di Berlino, si aprono per lei le porte del successo mondiale. La stupenda Save Me diventa una hit internazionale e le fa conquistare una nomination ai Grammy. Ormai, la fiera della Virginia e i suoi rednecks, sono solo un ricordo lontano …

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