Banche, bene le quote rosa ma attenti al cumulo

Benino per gli amministratori indipendenti, la legge di genere è rispettata, ma tanti hanno troppi incarichi. Lo studio di Nedcommunity sulle banche.

Benino sul fronte degli amministratori indipendenti, bene sul rispetto delle quote rosa, ma c’è ancora strada da fare sul cumulo degli incarichi degli amministratori. A passare al setaccio il settore bancario nazionale e le regole di governo è Nedcommunity, l’associazione dei consiglieri indipendenti.

 

Per quanto riguarda gli indipendenti, la presenza nelle banche è al 52%, pari a circa il doppio della nuova regola secondo la quale almeno un quarto dei componenti devono possedere i requisiti di indipendenza. In realtà, però, il numero elevato di consiglieri considerati indipendenti appare riconducibile, tra l’altro, “alla lassità” dei criteri utilizzati.

 

Dal punto di vista delle quote rosa, se nel 2012 in 4 banche quotate non erano presenti donne in consiglio, la situazione è radicalmente cambiata nel corso del 2013 con l’entrata in vigore della legge Golfo-Mosca: nelle banche i cui consigli sono stati rinnovati nel 2013, il numero delle donne è cresciuto di 22 unità e alla fine dell’anno ogni board registrava la presenza di almeno una donna.

 

La governance è buona, tranne che per un aspetto. I, base ai dati di Nedcommunity, il numero medio di incarichi per consigliere è pari a 3 e che mediamente 4,4 consiglieri per banca hanno 5 o più incarichi. Su un totale di 322 componenti, il 28% non ha altri incarichi; il 21% ha almeno 5 incarichi; il 6,5% ha almeno 10 incarichi.

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