Esiodo

da: Le Opere e i Giorni (VIII secolo a.C.)

T’ami l’augusta Demetra dalla bella corona,
e di ciò che occorre per vivere t’empia il granaio.
Fame sempre è compagna dell’uomo pigro;
e uomini e dèi hanno in odio chi, inoperoso,
vive ai fuchi senz’arma somigliante nell’indole,
i quali la fatica dell’api consumano in ozio,
mangiando; a te sia caro occuparti di opere adatte
perché del cibo nella sua stagione raccolto ti si empia il
granaio.
Grazie al lavoro gli uomini hanno grandi armenti e son ricchi,
e lavorando sarai molto più caro agli dèi
e anche agli uomini…

Quando le Pleiadi sorgono, figlie di Atlante,
la mietitura incomincia; l’aratura al loro tramonto;
esse infatti quaranta notti e quaranta giorni
stanno nascoste, poi, volgendosi l’anno,
appaion dapprima quando è il momento di affilare gli
arnesi.
Questa dei campi è la legge, sia per quelli che nei pressi
del mare
hanno la loro dimora, sia per coloro che in valli profonde,
lontano dal mare ondoso, nella grassa pianura
hanno la casa; semina nudo, ara nudo,
nudo mieti, se alla giusta stagione tu vuoi tutti
compiere i lavori di Demetra; perché ogni frutto
cresca alla sua stagione, e perché non accada che dopo, in
preda al bisogno,
tu mendicante vada alle case degli altri senza a ottenere.
Così anche ora sei venuto da me; ma io non ti darò
altro
né altro ti aggiungerò; lavora, Perse sciocco,
i lavori che come destino agli uomini han dato gli dèi;
perché mai, coi figli e la moglie, dolente nel cuore,
tu abbia a cercar di che vivere presso i vicini, e loro di te non
si curino.
Due volte e anche tre potrai pure riuscire, ma se ancora arrechi
molestia
a otterrai e vano sarà il tuo molto parlare:
inutile solo di parole saziarsi. Ma io ti esorto:
pensa a pagare i debiti tuoi e a trovare un riparo alla fame.
Prima di tutto una casa, una donna e un bue da lavoro;
ma una donna comprata, non sposata, che possa seguire i tuoi
buoi;
prepara gli arnesi dentro la casa tutti, adatti,
perché tu non debba chiederli ad altri, e se quello rifiuta
tu privo ne resti,
la stagione opportuna trascorre e il tuo lavoro è
perduto.
Non rimandare mai a a domani, o a dopodomani,
perché chi fugge il lavoro non empie il granaio,
né chi lo rimanda; la solerzia favorisce l’opera tua;
chi sempre rimanda si trova a combattere contro disgrazie.

– Esiodo
Opere e giorni,2. Il calendario agricolo

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