Ettore Castagna Dall’Euro alla lira!

Incontriamo un noto professore di antropologia Ettore Castagna…

Dall’Euro alla Lira!

Ettore Castagna che da molti anni studia e interpreta la
tradizione musicale italiana, in particolar modo il suono legato
alle tradizioni della Calabria Greca. Abbiamo conversato con lui
riguardo uno strumento ad arco che trova origini nei paesi del
mediterraneo nord-orientale. La lira, definita dal nostro
ospite… bizantina!

Quali sono le origini della lira? Trattasi di un
primordiale violoncello?

Nel mondo antico europeo gli strumenti ad arco non esistevano.
L’arco è arrivato dall’Asia attraverso la mediazione
culturale di slavi e arabi. La lira è uno strumento ad arco
molto antico che, nel mondo popolare, si è mantenuto
immutato sin da medioevo. E’ una specie di nonna del violino,
meglio ancora della ribeca. a a che vedere col violoncello se non
la posizione verticale e non sulla spalla come il violino.

Qual’è stato il periodo di massimo splendore di
questo strumento?

La lira così per come è conosciuta ancora oggi
(sagoma piriforme, tre corde, due fori di risonanza, assenza di
capotasto e tastiera, corpo unico, piroli a inserimento sagittale,
anima mobile) è diffusa in più mondi popolari
riconducibili al territorio dell’antico impero bizantino.
Ancora oggi è suonata in Calabria, Croazia, Romania,
Bulgaria (nella complessa variante della Gadulka con le corde
simpatiche), nelle isole greche, a Karpathos, a Creta (ma in un
esemplare oggi piuttosto violinizzato) e nella musica classica
turca.

Lira bizantina… perché si dice lira
calabrese?

Lira calabrese è solo una classificazione scientifica. In
realtà il nome è puramente e semplicemente lira.
Sempre a propositi di definizioni, molti la confonderanno con la
lyra di epoca greca e romana ma si tratta di uno strumento diverso.
Quella era una sorta di cetra a pizzico. L’unico elemento comune
è, appunto, il nome.

Il suono della lira generalmente ha accompagnato la
tradizione orale?

In buona parte del Mediterraneo centro-orientale
indiscutibilmente sì. Bisogna però dire che a Creta,
nella musica popolare bulgara ma in particolare nella musica
classica turca raggiunge livelli di virtuosismo tecnico che non
hanno a da invidiare al violino.

Come ti sei avvicinato a questo strumento? Chi è
stato il tuo maestro?

I miei maestri sono gli ultimi suonatori della locride
incontrati negli anni ’80 e in particolare il compianto Giuseppe
Fragomeni di Siderno. Da loro ho appreso la tradizione e cerco di
portarne avanti il discorso culturale e musicale. Mi sono
avvicinato alla lira per pura passione verso il suo suono
viscerale, primordiale, antico.

La costruzione di questo strumento è ancora in
voga o si trovano solo strumenti d’epoca?

Ci sono alcuni giovani costruttori in gamba, diversi altri
purtroppo di qualità non eccelsa.
Qualche strumento di provenienza etnica in Calabria si trova pure
ma se ci allarghiamo al mondo bizantino di cui parlo sopra vi sono
possibilità per tutti i gusti.

Tra i musicisti di musica tradizionale italiana il suono
di questo strumento è diffuso?

Fino agli anni ’80, prima della ricerca di cui mi onoro di
essere stato fra i promotori, della lira calabrese (dunque
italiana) non si sapeva a. Oggi, a quasi trent’anni dalle prime
ricerche, lo strumento è diffuso e conosciuto presso
numerosi gruppi di riproposta e singoli appassionati.

Potresti consigliarci dove ascoltare questo strumento?
Hai mai pubblicato qualcosa?

In primo luogo è imperdibile la recente riedizione su cd
de “La lira in Calabria” (nota records,2008). Si tratta dell’unica
documentazione etnografica “sul campo” mai prodotta sulla lira
calabrese. Come riproposta dello strumento consiglio, con un po’ di
immodestia, l’ascolto di
“Chorè!”, Nistanimera (Alfamusic, [email protected]) dato che
è un gruppo che mi vede protagonista. Sarebbe da ascoltare
anche la discografia del gruppo Re Niliu ma purtroppo è
oramai introvabile.

Ringraziamo il prof. Ettore Castagna che potrete conoscere meglio
digitando www.ettorecastagna.it

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