Investimenti sostenibili

La finanza green d’ora in poi avrà la sua borsa

Il mondo della finanza green cresce in fretta e c’è sempre più bisogno di sicurezza e garanzie. Le offrirà una nuova borsa, con sede in Lussemburgo.

Una borsa dedicata esclusivamente allo scambio di titoli “verdi”. È stata aperta a fine settembre in Lussemburgo ed è un’altra piccola vittoria simbolica della finanza green, che di anno in anno cresce a livello di volume, importanza e attenzione.

 

Una piazza borsistica dedicata solo alla finanza green

La nuova “casa” della finanza green si chiama Luxembourg Green Exchange. Si tratta del primo caso al mondo in cui una piattaforma di contrattazione è dedicata unicamente a strumenti finanziari “verdi”. I suoi listini già ospitano la maggior parte dei 114 green bond già quotati alla borsa lussemburghese, per un valore complessivo che supera i 45 miliardi di dollari.

Lo scopo dichiarato è quello di fornire chiarezza e garanzie agli investitori, che di recente si stanno mostrando piuttosto scettici e spesso faticano a capire cosa si possa definire realmente come finanza green. Chi vuole quotare un green bond dovrà quindi assicurare alla nuova borsa che ogni euro raccolto sia destinato a progetti incentrati sull’ambiente e sulla lotta al cambiamento climatico. E per ogni progetto dovrà fornire report dettagliati, ex ante ed ex post.  Porte sbarrate, infine, a tutti i prodotti finanziari legati a combustibili fossili, energia nucleare, commercio di specie protette e test sugli animali.

 

 

Cosa sono e quanto valgono i green bond

I green bond, che sono sul mercato da circa un decennio, funzionano esattamente come tutte le altre obbligazioni. La loro particolarità è che sono emesse per finanziare progetti che hanno un impatto positivo per l’ambiente: energie rinnovabili, efficienza energetica, riciclaggio dei rifiuti e così via. Nel 2016, i titoli etichettati ufficialmente come green bond hanno toccato il valore di 118 miliardi di dollari nel mondo. Ma, ampliando il raggio fino a comprendere tutte le obbligazioni legate in qualche modo al clima, si arriva alla cifra di 694 miliardi di dollari. Lo rivela uno studio pubblicato quest’estate dalla Ong Climate Bonds Initiative su incarico della banca londinese HSBC.

 

Città del Lussemburgo
Città del Lussemburgo. Foto © Ingimage

 

Il lento cammino del Lussemburgo verso la finanza responsabile

Ironia della sorte, questo esperimento nasce in Lussemburgo, paese che fino a non molto tempo fa era ufficialmente definito dall’Ocse come un paradiso fiscale. Questo grazie al segreto bancario e ai cosiddetti “tax ruling”, accordi siglati da centinaia di società in tutto il mondo con il fisco lussemburghese. Ma, grazie all’intesa raggiunta dall’Ecofin alla fine del 2014, all’inizio del prossimo anno il segreto bancario sarà solo un ricordo. Nel frattempo, si assiste a incoraggianti segnali di attenzione verso il mondo della finanza responsabile. Come l’insediamento di InFiNe – Inclusive finance network, un think tank sulla finanza etica fondato da una serie di associazioni, ong, istituti finanziari e aziende.

 

Foto in apertura: Ingimage

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