Curiosità e animali. L’aye-aye

Di abitudini solitarie e notturne – passa circa l’80 per cento del suo tempo da solo.

Occhi grandi, orecchie a radar, solo tre chili di peso e lunghe
dita scheletriche che sono il suo principale “strumento di
lavoro”.
Questi i tratti di riconoscimento dell’aye-aye (Daubentonia
madagascarensis) una proscimmia che vive solo nel Madagascar e di
cui oggi esistono purtroppo pochi esemplari.

L’aye-aye si è specializzato nella
caccia agli insetti, che insieme a frutta, noci e nettare
compongono il suo menù. Ghiotto di larve e di grassi
coleotteri che prosperano nei tronchi in putrefazione, l’aye-aye
è dotato di un lunghissimo e sottile terzo dito, che usa in
modo assai ingegnoso: tamburellando con le dita sui tronchi fa
muovere le larve e gli insetti che li infestano. Grazie all’udito
super sensibile, localizza dal rumore la posizione delle sue prede,
quindi infila il lungo dito snodabile dentro alle gallerie scavate
nel legno e usandolo come fosse un cucchiaino, le estrae dal tronco
grazie alla robusta unghia arcuata. Una specializzazione che gli
garantisce una nicchia alimentare nell’ambito dei primati che
popolano la stessa zona, di abitudini prevalente diurne e privi di
questo utilissimo “attrezzo”.

L’ingegnoso aye-aye è dotato anche di forti incisivi che,
come quelli degli scoiattoli, crescono continuamente, e di cui si
serve per forare i gusci delle noci di cocco. Una volta praticata
l’apertura immerge il terzo dito nel latte e portandoselo
velocemente alla bocca si disseta. Poi, grazie all’unghiona a
cucchiaino estrae dalla noce la sua polpa morbidamente
grattugiata.

Pigro nelle vicende di cuore, l’aye-aye si riproduce una volta ogni
due o tre anni, dando alla luce quasi sempre un solo cucciolo.
Anche per questo la sua sopravvivenza – già minata dalla
progressiva scomparsa del suo habitat e dal crescente popolamento
dell’isola – è a rischio.

 

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