Rufus, incidente a Hyde Park

Il quattordicenne Rufus Wainwright è al bancone in attesa di ricevere il suo caffè lungo che già immagina di gustarsi leggendo un buon libro…

Londra, primavera del 1984. The Garden Room è uno dei tanti locali che si affacciano sul parco più famoso di Londra. Appena usciti dalla porta del bar, entrando da Hyde Park Corner, ci si può immergere in questo rigenerante polmone verde popolato da scoiattoli.

 

Il quattordicenne Rufus Wainwright è al bancone in attesa di ricevere il suo caffè lungo che già immagina di gustarsi leggendo un buon libro su una panchina al sole; i camerieri sono un po’ lenti, e, nell’attesa, un signore affascinante comincia a chiacchierare con lui e il tempo passa piacevolmente.

 

Rufus ha precocemente dichiarato la sua omosessualità.

 

 

I suoi genitori hanno accettato serenamente; tant’è che durante i tragitti in macchina canta con il papà (il celebre songwriter americano Loudon Wainwright) i pezzi di Blondie a squarciagola. Il ragazzo, dunque, non è infastidito dalle “avances” di quell’uomo elegante e quando questi gli chiede di accompagnarlo per una passeggiata nel parco, lui accetta volentieri.

 

Purtroppo la cortesia del tizio svanisce improvvisamete non appena i due raggiungono una zona isolata tra gli alberi: il gentleman trascina Rufus in mezzo ai cespugli e, dopo averlo neutralizzato, lo stupra.
Passano 15 anni: Rufus pubblica un album omonimo che fa scalpore tra gli addetti ai lavori, che intuiscono immediatamente il talento e le potenzialità di questo fantastico artista. Così come fanno scalpore le prime interviste rilasciate da Wainwright in cui non avrà timore di raccontare la sua storia personale e spesso anche il tragico episodio capitatogli da adolescente a Hyde Park.

 

Figlio d’arte (sua madre è la affermata folksinger canadese Kate McGarrigle) Rufus è un talento induscutibile. Gli bastano pochi album per essere apprezzato in tutto il mondo; la fama però contribuisce a disorientare ancora di più la sua difficile personalità: dopo periodo buio contraddistinto da promiscuità sessuale senza freni, allucinazioni a sfondo edipico e addirittura una cecità temporanea, su consiglio dell’amico Elton John, a fine 2002, Rufus si decide finalmente a entrare in clinica per disintossicarsi.
A differenza di molti colleghi, per lui il rehab sembra aver funzionato.

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