Sharing design. La creatività è green e condivisa

Decine di progettisti provenienti da tutto il mondo si riuniscono per promuovere le proprie idee, autoprodotte, ecosostenibili e a filiera corta.

Il mondo del design sta cambiando rapidamente e si sta adeguando al periodo. I concetti chiave rimangono innovazione e tecnologia, ma si uniscono a quelli nuovi come condivisione, efficienza, autoproduzione. Parola di Cesare Castelli, presidente di Milano Makers, associazione creata per promuovere e dare la possibilità a giovani designers e non di promuovere le proprie idee, in occasione del Fuorisalone 2014.

Opensource, crowdfunding, changemakers. Parole diventate ormai di uso comune: “Secondo il concetto di ‘sharing design’ non è più il possesso dei beni o delle tecnologie la chiave, ma il loro utilizzo condiviso e la possibilità dell’autoproduzione degli oggetti”, spiega Cesare Castelli, promotore dell’iniziativa.

Una sorta di hub, in cui interagiscono differenti esperienze, unite dalla comune attenzione ai materiali, al loro basso impatto ambientale, alla loro possibilità di riciclo. Insieme con la condivisione dei mezzi per la produzione creativa. Gli autoproduttori sono sia studenti che affermati professionisti e artigiani, uniti dalla possibilità di poter usufruire di spazi pubblici per lavorare ed esporre le proprie opere.

Dalla stampa 3D al legno.  Ecco allora oggetti d’arredo, come quelli presentati da Lessmore in cartone ondulato. O i complementi, unici nel loro genere, realizzati da designers pugliesi in legno, canapa, calce e corde. Dal Giappone arriva il progetto Orizuru: “Ogni anno, da ogni parte del mondo vengono inviati origami votivi al monumento di Sadako Sasaki al Peace Memorial Park di Hiroshima. Un gesto di pace e di speranza. In qualità di azienda specializzata nel riciclo della pasta di cellulosa – dichiara Shoichiro Hirao, presidente di Nissey Sangyo – abbiamo collaborato con la città di Hiroshima nelle attività di riciclo della carta utilizzata per la realizzazione degli origami”.

Ma c’è anche la stampa 3D ad essere protagonista, perché incarna il concetto stesso di condivisione: una sola macchina a basso costo in grado di realizzare gli oggetti ovunque nel mondo con un software condiviso. Material ConneXion, il più grande centro di ricerca e consulenza sui materiali e processi produttivi innovativi e sostenibili, presenta nuovi processi di stampa, con materiali caricati con additivi ad hoc, filamenti, granuli, cere, leghe in polvere metalliche, materiali ibridi metallo-polimero e compositi legno-polimero.

Lo Sharing design come incubatore di creativi, un movimento che condivide in gruppo esperienze, capacità artigianali e tecnologie. La nuova frontiera del design, autoprodotto e a filiera corta.

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