L’amore secondo Tanita Tikaram

Nascosta in un cappellino di lana azzurra e un enorme maglione rosa, incontriamo Tanita Tikaram. La ragazzina (ora 35enne) che vendette 4 milioni di dischi con “Twist in my sobriety”, ci aspetta nel seminterrato di un piccolo studio milanese e ci accoglie con un ampio sorriso.

Intervista a Tanita Tikaram

 

Quali sono le maggiori differenze e le similitudini con il
tuo precedente disco?

“Sentimental” si avvicina molto di più al mio modo di
concepire il suono, caldo e intimo. E sono contenta delle reazioni
di chi lo ascolta perché ci tenevo che questi elementi
fossero trasmessi, calore e intimità.

 

Sappiamo della tua ammirazione/ispirazione verso Van
Morrison. Da bambina, quanto ti sei sentita la “brown eyed girl” di
cui parla nella sua canzone più celebre?

Sai qual è la canzone “brown” che amo davvero? E’ Brown
eyed handsome man di Buddy Holly. Adoro Brown eyed girl ma la
canzone che suonavo da bambina era questa, perché mi
ricordava mio padre. Adoro Van Morrison, è un grande…
ha vissuto una vita molto interessante (ride), poi il mio
batterista è il suo batterista, anche il mio primo
produttore, Peter Van Hooke, ha lavorato con lui… Sai, la
libertà nelle ritmiche del batterista è importante,
si sente, quindi certe cose possono combaciare…

 

Come ci si sente ad avere 18 anni e vendere 4 milioni
di dischi?

Non te ne rendi conto, Quando sei in questa situazione lavori
e basta, ho lavorato duro per tre anni senza staccare, questo
è ciò che ricordo di quel periodo.

 

Ok, ma ci sarà stato un momento di
soddisfazione nel rendersi conto dei
risultati…

Oh sì, certo certo! Ma è passato tanto
tempo…

 

Cosa rappresenta per te Twist in my
sobriety?

E’ il mio souvenir personale, di una ragazzina di 18 anni con
un dono verso la linguistica. E una mente molto aperta, ogni volta
che la canto noto quanto siano strane le parole che ho usato, ma
allo stesso tempo funziona. Sembra una canzone molto profonda,
eppure non è una canzone d’amore…

 

Cosa pensi del sempre maggior uso dell’elettronica
nella musica contemporanea?

Quel che conta è avere la padronanza del tuo strumento.
Quel che conta è fare della buona musica, non degli strani
suoni, sia che tu stia suonando uno strumento o un
campionatore.

 

Ci fai un breve commento su ognuno dei tre pezzi che
hai scelto di farci qua dal vivo?

My Love è la mia canzone italiana!… L’ho scritta
a Londra eppure mi dà l’idea che la melodia sia italiana, tu
cosa ne pensi?

 

Mah… ci piace!

Everyday is new è un duetto, quindi mi preoccupava
cantarla da sola!

Love is just a word è un pezzo soul… sai, questa
e My love dubitano dell’amore, mentre Everyday is new è
positiva, tipo: Eccolo, l’amore, sì!

 

Ci dici il nome di un’artista emergente che trovi
veramente interessante?

Adoro Shelby Lynn che è americano, ha avuto una lunga
carriera ma da poco ha trovato il suo sound. Un’artista
contraddittoria perché a volte fa delle cose strane, a volte
favolose. Comunque lei incorpora il soul e il country nella sua
musica, e questo mi piace molto.

 

Di cosa ne vorresti avere 200?

Oddio (ride!)… divertente! Allora… io so di cosa ne
vorrei avere 200, ma non lo posso dire! (ride con malizia) Oh, lo
so. Vorrei avere 200 pianoforti!

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