Incontro con Yann Tiersen

Il polistrumentista francese Yann Tiersen, autore tra l’altro, della colonna sonora de “Il favoloso mondo di Amelie”, ci racconta del suo lavoro.

Incontro con Yann Tiersen

 

Ti chiediamo subito del tuo ultimo album. In “Dust Lane”
hai aggiunto delle parole, di solito i tuoi pezzi sono strumentali.
È un messaggio in più che vuoi dare?

È vero, negli album precedenti c’erano sopratutto dei pezzi
strumentali ma ci sono sempre state delle canzoni, o delle
parole…

Come componi?

Provo a fare il vuoto. Penso che la musica non sia un linguaggio,
sono dei suoni, e i suoni non vogliono dire nulla, è questo
che li rende interessanti. Si tratta di qualcosa di inconscio.
Allora provo a fare il vuoto, e a questo punto lascio le idee
venire.

E un lavoro istintivo o un lavoro
intellettuale?

No, è totalmente istintivo. Credo che la musica abbia anche
qualcosa di fisico, istintivo… può trasmettere delle
emozioni.
In realtà la musica è libera, quello che ci metto
dentro non è necessariamente quello che la gente
andrà a percepire… et voilà è quello che
è interessante.

Cosa ti ispira? Persone, momenti?
Sì, un po’ tutto mi ispira ovviamente. L’ispirazione
è una cosa inconscia per me quindi non so bene cosa mi
ispira…

Ma concretamente ci sono dei luoghi che ti ispirano più di
altri?

Be’, i luoghi carichi di storia…di storia ancestrale… e questo
si sente nella terra.

Tu sei di origini nordiche, nei Paesi del Nord c’è
un attenzione istintiva per l’ambiente. Come la esprimi nella tua
musica?

Le mie origini sono nordiche e bretoni, luoghi dove la natura
è molto viva, quindi mi sento si toccato dai problemi
ambientali… Infatti è per questo che non mi sento molto al
mio agio in ambienti urbani.

Ti proponiamo per finire il gioco della libera associazione di
idee… Se ti dico musica?

Vita.

Amicizia?
I miei amici!

Favola?
Futuro.

Sogno?

Il momento presente.

Amore?
Istante.

Terra?

Bretagna.

Parigi?
Noia.

A proposito di luoghi nel mondo, ti piace l’Italia? Quale suono
potrebbe avere l’Italia?

Non ne ho la più pallida idea! Ma è un paese che mi
piace, quello si.

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