4. COP 1, 2, 3…

Dopo il Vertice sulla Terra di Rio de Janeiro, le speranze e le aspettative che il mondo potesse assumere degli importanti provvedimenti in favore dell’ambiente, e di un approccio normativo-politico che permettesse di correre ai ripari per quanto riguardava la situazione climatica.

Tuttavia, nel decennio seguente i progressi compiuti non sono
stati all’altezza delle aspettative, dal momento che in numerose
aree le emissioni climalteranti sono aumentate e il degrado
atmosferico è proseguito implacabilmente.

Dopo che la Convenzione quadro sul Cambiamento Climatico
è stata adottata a Rio, il Comitato per le Trattative
intergovernative (Intergovernmental Negotiating Committee – INC),
responsabile della sua stesura, ha proseguito nel suo lavoro
preparatorio, riunendosi in altre sei sessioni per discutere le
questioni inerenti agli impegni da assumere, alle disposizioni
relative ai meccanismi finanziari, al sostegno tecnico ed economico
per i paesi in via di sviluppo ed alle questioni procedurali ed
istituzionali.

L’INC è stato sciolto dopo la sua undicesima ed ultima
sessione, tenutasi nel Febbraio 1995, e la Conferenza delle Parti
(Conference of the Parties – COP) è diventata
l’autorità più elevata della Convenzione.

La COP ha tenuto la sua prima sessione a Berlino, dal 28 Marzo
al 7 Aprile 1995.

Durante questa prima sessione si è evidenziato come gli
impegni presi dai Paesi Sviluppati di riportare le loro emissioni
inquinanti ai livelli del 1990 non fossero sufficienti e hanno
concordato che per il periodo successivo al 2000 sarebbero stati
necessari nuovi impegni.

E’ stato, in quest’ottica creato un “Gruppo ad Hoc su mandato di
Berlino” con il compito di stilare un protocollo che potesse essere
adottato in occasione della cop 3 del 1997.

Appena questo primo incontro si concluse giunse l’attesissimo
secondo rapporto valutativo sullo stato del clima dell’IPCC
(Internationa Panel on Climate Change: un gruppo di lavoro formato
da scienziati internazionali e con il compito di monitorare per
conto dell’ONU la situazione climatico-atmosferica mondiale).

Questo secondo rapporto segnò molto l’opinione pubblica
internazionale ed anche il comportamento dei ministri presenti al
COP 2 di Ginevra. Questi stessi ministri infatti, sulla scia di
quanto contenuto nel rapporto, si trovarono concordi nel propugnare
un’accelerazione dei colloqui e delle tempistiche necessarie al
rafforzamento della Convenzione. Si giunse così in meno di
un anno alla tappa fondamentale rappresentata dalla COP 3 di
Kyoto.

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