Anohni degli Antony and the Johnsons boicotta gli Oscar 2016 con una lettera

Non invitata a esibirsi agli Oscar, la candidata transgender Anohni per la miglior canzone denuncia in una lettera l’ipocrisia dello star-system Usa.

Antony Hegarty, in arte Anohni e già voce degli Antony and the Johnsons, ha deciso di non partecipare alla cerimonia di premiazione degli Oscar 2016. Anohni è l’unica artista transgender ad aver ricevuto una candidatura da quando, nella metà degli anni Settanta, Angela Morley ne ottenne due. Il suo brano Manta Ray, composto con J. Ralph per il documentario sul cambiamento climatico Racing Extinction, ha conquistato una nomination per la migliore canzone.

Oscar 2016: tutti invitati sul palco tranne Anohni

Alla serata degli Oscar del 28 febbraio sono stati invitati ad esibirsi tutti i candidati, da Lady Gaga a The Weeknd passando per Sam Smith. Tutti tranne Anohni, per motivi che non sono stati resi noti. In risposta al silenzio dell’Academy, l’artista ha scelto di boicottare la cerimonia e ha pubblicato una lunga lettera di denuncia sul suo sito ufficiale. Si tratta di un’importante defezione agli Academy Awards di quest’anno, che apre nuove polemiche sul gender dopo quelle sul razzismo lanciate dall’hashtag #OscarsSoWhite.

 

Anohni con gli Antony and the Johnsons al Coachella nel 2009
Antony sul palco del Coachella nel 2009 © Getty Images

 

“Voglio essere chiara: non è successo esplicitamente perché sono transgender”, scrive. “Non mi hanno invitata perché sono relativamente sconosciuta negli Stati Uniti, canto una canzone sulla distruzione dell’ambiente e non faccio vendere tanti spazi pubblicitari. Non decido io chi si esibisce agli Oscar e so di non avere il diritto di essere invitata. Ma la verità profonda è impossibile da ignorare: come persona trans subisco un intero sistema di oppressione sociale che nel corso degli anni ha cercato di danneggiarmi”.

 

Anohni Antony Hegarty dal vivo in un concerto di beneficenza a Londra nel 2009
Antony Hegarty dal vivo a Londra nel 2009 © Jo Hale/Getty Images

 

Lettera aperta di Anohni contro il sistema

Frustrata dal trattamento ricevuto a Hollywood, Anohni prosegue estendendo le critiche alle degradanti politiche statunitensi: “Vivo e pago le tasse a New York, ma quei soldi sono spesi dal governo americano per Guantanamo Bay, droni e bombe, sorveglianza, pena di morte, prigioni per informatori, sussidi aziendali e salvataggi di banche”.

 

E conclude: “Negli Usa contano solo i soldi: chi li ha e chi no. È per questo che ho deciso di non partecipare agli Oscar. Non voglio essere sottomessa da qualche ballata rassicurante e un po’ di tette e culi vecchio stile. Stanno cercando di convincerci che hanno a cuore i nostri interessi sventolando bandiere per l’identità politica e false questioni morali. Ma non dimentichiamo che molti di questi personaggi sono i trofei di multinazionali miliardarie il cui unico intento è quello di manipolarci per avere il nostro consenso, fino all’ultimo dei nostri soldi”.

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