Aprile è il settimo mese di fila che fa registrare temperature record. Il 2016 sarà il più caldo di sempre

Continua l’aumento delle temperature medie globali. Il 2016 sarà l’anno più caldo, mentre cresce la concentrazione della CO2, ormai sopra le 400 ppm.

Non sono buone notizie. E a guardare i dati e i grafici c’è da preoccuparsi. Lo dicono gli scienziati, non gli ambientalisti. Dopo i record segnati nel primo trimestre di quest’anno, anche aprile chiude con un’anomalia di 1,1 gradi in più rispetto al periodo di riferimento, troppo vicini al limite di 1,5 gradi che si vorrebbe mantenere dopo l’accordo di Parigi.

 

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La California colpita dagli incendi. Foto via David McNew / Getty

 

Il condizionale è d’obbligo, visto che le curve continuano a puntare verso l’alto. Secondo Gavin Schmidt, climatologo della Nasa “c’è il 99 per cento di possibilità che il 2016 sia un nuovo anno da record”.

 

 

Andy Pitman, direttore dell’Arc centre of excellence for climate system science dell’università New South Wales in Australia, interpellato dal Guardian dichiara che “è chiaro che abbiamo preso la direzione sbagliata. È dagli anni Ottanta che i climatologi ci avvertono. Ed è ovvio fin dai primi anni del 2000. Perché sorprendersi? L’obiettivo di 1,5 gradi è solo un pio desiderio. Non so neppure se riusciremo a raggiungere 1,5 gradi nemmeno se si bloccassero oggi stesso tutte le emissioni di CO2. C’è una forte inerzia nel sistema che sta mettendo pressione al limite dei 2 gradi”.

 

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Un’attivista protesta a Wall Street. Foto via Andrew Burton / Getty

 

Christiana Figueres, segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) ammette: “La circostanza sfortunata che stiamo vivendo ora è la sovrapposizione di un El Nino intenso che è stato amplificato dai cambiamenti climatici. Tutti questi record e le implicazioni che hanno, come il record di incendi per esempio e la siccità in India, sono avvertimenti che non possiamo permetterci di fare nient’altro che accelerare l’agenda climatica”.

 

 

Altro record nella concentrazione di CO2

Dopo gli incendi in Canada, l’eccezionale ondata di caldo in India, la grave sofferenza dei ghiacci artici, si continua a registrare l’aumento della concetrazione di CO2. È successo pochi giorni fa nella stazione di rilevamento di Cape Grim, in Tasmania. Per la prima volta si è superata la soglia delle 400 parti per milione (ppm) nell’emisfero australe, mentre già l’anno scorso l’Agenzia americana per gli oceani e l’atmosfera (Noaa) riferiva di aver registrato il record a livello globale. “L’eliminazione di circa l’80 per cento delle emissioni dei combustibili fossili porterebbe essenzialmente ad uno stop nell’aumento delle concentrazioni di anidride carbonica in atmosfera”, ha dichiarato James Butler della Global monitoring division del Noaa. “Le concentrazioni di CO2 non inizieranno a scendere finché questo non avverrà e la diminuzione sarà comunque lenta”.

 

Immagine di copertina via Christopher Furlong / Getty Images

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