La conferenza di Santa Marta è stata il primo vero passo contro i combustibili fossili
La Conferenza di Santa Marta ha quasi fatto il miracolo: un piano d’azione contro i combustibili fossili con obiettivi al 2050.
Carbone, petrolio, metano. Sono questi i principali combustibili fossili che da anni l’uomo usa per creare energia. Ma il tempo caratterizzato da queste fonti è finito. Il futuro guarda alle energie rinnovabili perché non abbiamo più tempo. I cambiamenti climatici sono realtà e la CO2 è alle stelle. L’Ipcc, il climate panel dell’Onu, afferma nei suoi documenti ufficiali che è “assolutamente verosimile che l’uso dei combustibili fossili sia la causa principale del riscaldamento globale degli ultimi cinquant’anni”. Gran parte delle emissioni climalteranti in atmosfera deriva dalle fonti fossili, sia per uso energetico sia per i trasporti: camion, aerei, navi. Le metropoli sono immerse nello smog. Per questo bisogna lasciare petrolio e carbone sotto terra e pensare al futuro del Pianeta e alle generazioni che verranno. Leggi le ultime news sui combustibili fossili e la fine di un’era su LifeGate.
La Conferenza di Santa Marta ha quasi fatto il miracolo: un piano d’azione contro i combustibili fossili con obiettivi al 2050.
Dal 24 al 29 aprile, la Colombia ospita la prima Conferenza internazionale della società civile per l’abbandono dei combustibili fossili: l’Italia c’è.
Ridurre le emissioni è l’unica via per diminuire il rischio di eventi climatici estremi. Come quelli che hanno colpito lo stato del Minas Gerais in Brasile, dove si coltiva caffè.
Il colosso TotalEnergies deve difendersi dall’accusa di non aver tenuto conto delle conseguenze sul clima derivanti dall’uso dei suoi prodotti.
Un rapporto di Ember spiega che nel 2025 la produzione di energia elettrica da solare, eolico e idroelettrico ha superato quella da fonti fossili.
Si è chiusa la prima settimana di negoziati alla Cop30 di Belém. Il mondo è diviso ma il Brasile vuole risultati concreti.
A Ecomondo 2025, Cisambiente presenta la sua visione “blu”: un’energia olistica e pulita per un futuro senza fossili, più vivo e sostenibile.
Si tratta della la prima opera d’arte originale di protesta contro le fonti fossili su una piattaforma di estrazione del gas attiva.
Uno studio di Ipes-Food rivela fino a che punto la produzione di generi alimentari sia legata ancora ai combustibili fossili.
Un viaggio lungo la linea del Tap cinque anni dopo l’entrata in funzione del gasdotto che attraversa l’Europa da est a ovest.