Bici e moto, la propensione degli italiani cresce più dell’attenzione politica
Bici e moto sono sempre più utilizzate nelle città. Ma dalle amministrazioni locali arrivano poche risposte, soprattutto sul fronte della sicurezza.
Dario Zerbi
Contributor
Bici e moto sono sempre più utilizzate nelle città. Ma dalle amministrazioni locali arrivano poche risposte, soprattutto sul fronte della sicurezza.
Si svilupperà su una linea di 170 chilometri inibita alle automobili. Il tutto sorgerà all’interno della città di Neom, 33 volte più estesa di New York.
Sviluppare le ciclovie lungo i corsi d’acqua può aiutare a valorizzare interi territori. Nel nostro Paese c’è un potenziale di ben 200mila chilometri.
Toyota punta sullo sviluppo dell’idrogeno in diversi settori e mette a disposizione di nuovi partner la tecnologia avanzata delle fuel cell.
Con l’ambizioso progetto Milano toglierà spazio alle auto private in favore di pedoni e bici. Previsti interventi anche su energia, verde e rifiuti.
Un dossier di Legambiente certifica l’ascesa delle bici nelle scelte di mobilità urbana. Milano prima con 35 nuovi chilometri, seguita da Genova con 30.
Il progetto della prima auto di Apple sembra riprendere piede. Ma per alcuni l’azienda finirà per concentrarsi su un software per mezzi già in commercio.
Toyota si trasforma nel solco degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, per porsi al servizio della società nel suo complesso e non più solo dei clienti.
Due concessionarie su tre offrono auto con motori green e nove su dieci si sono dotate di colonnine di ricarica. I test drive fondamentali per l’acquisto.
La mobilità sarà sempre più in condivisione, on demand o su micro veicoli. Ma il Boston Consulting Group avverte: “Serve una chiara direzione sistemica”.