Ballando in punta di piedi i miei rituali segreti

Su una vecchia Cadillac del ’94, Florence Welch e la sua band, The Machine, percorrono le strade del quartiere francese di New Orleans.

New Orleans, 29 Ottobre 2010. Su una vecchia Cadillac del ’94, Florence Welch e la sua band, The Machine, percorrono le strade del quartiere francese di New Orleans; un’auto, quella su cui viaggiano, intestata a un certo Adcock, musicista del posto che ha appena finito una registrazione con il gruppo e che, gentilmente si è offerto di prestare ai ragazzi il veicolo per il loro rientro in albergo.

 

 

Quando uno dei ragazzi della band trova sul sedile una pistola, probabilmente dimenticata dal proprietario della macchina, tutti cominciano a scherzare su ciò che sta succedendo “domani sentiremo alla radio la notizia: Florence Welch, arrestata per possesso irregolare di armi”.

 

“È più probabile che mi arrestino per irruzione in un cimitero” risponde lei pensando alla mattinata passata tra le tombe della città.

I cimiteri sono una vecchia passione della cantante inglese.
Fin da piccola era solita trascorrere giornate intere tra i “morti”, disegnando, raccogliendo cose, e persino danzando tra le lapidi.
Una volta cresciuta, quei luoghi sono diventati il posto prediletto per scrivere nuove canzoni. Ma al cimitero di Brockley, quartiere londinese nel quale è cresciuta, torna appena può. Qui, tra le misteriose storie che pietre e marmo le raccontano nel silenzio, nasce una delle canzoni più belle di Ceremonials, secondo album di Florence And The Machine: Only It For A Night.

 

Canzone che, guarda caso, parla del richiamo di un amore perduto che una giovane donna, di notte, ricerca tra i sepolcri.
“Ballando in punta di piedi i miei rituali segreti” canta questa strana ragazza di Brockley.

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