Banksy a Milano, il Mudec ospita 70 opere dello street artist più celebre al mondo

“The art of Banksy. A visual protest” è la mostra dedicata all’artista dall’identità misteriosa, dal 21 novembre al Mudec di Milano. Un’occasione imperdibile per esplorare il suo profondo messaggio sociale espresso con la street art.

Presto si avrà la possibilità di vedere le opere di Banksy a Milano: dal 21 novembre il Mudec, Museo delle culture, per la prima volta presenta una mostra personale sull’artista dall’identità anonima (probabilmente inglese). Sono già state organizzate diverse mostre su di lui presso gallerie d’arte ma mai un museo civico ha ospitato finora una sua personale. Un’occasione unica quindi per ammirare i suoi racconti grafici e riflettere sulla sua protesta in forma visiva. The art of Banksy. A visual protest (l’arte di Banksy, forma di protesta visiva) infatti è il titolo dell’atteso appuntamento, da non perdere per tutti coloro che ritengono l’arte una delle forme d’espressione più potenti.

Leggi anche: Tutti pazzi per Banksy. 5 momenti che lo hanno fatto diventare una star

Banksy mudec milano
La mostra The art of Banksy. A visual protest sarà visitabile al Mudec di Milano dal 21 novembre. L’opera Sweep it under the carpet, comparsa a Londra © Wikimedia Commons

La mostra di Banksy a Milano, cosa è esposto

È in assoluto il più noto street artist a livello mondiale: la comparsa delle sue opere su un muro cittadino diventa in pochi minuti una notizia perché Banksy con i suoi dipinti e graffiti lancia messaggi chiari e forti su temi politici e sociali che, grazie alla forza delle immagini, diventano comprensibili a tutti. Questa la sua peculiarità, la sua forza e anche la ragione del successo, insieme all’anonimato che ormai da anni riesce a mantenere. Un artista attento e unico, riconoscibile per il suo tratto e la sua profondità e non per il suo aspetto o la sua storia personale. Stupisce ogni volta che “riappare” ed ogni volta diventa più famoso, lui che non vuole essere riconosciuto.

The art of Banksy. A visual protest, in mostra al Mudec, è un progetto espositivo che raccoglie in un unico luogo pubblico per la prima volta oltre 70 lavori tra dipinti, sculture, stampe dell’artista inglese, corredati di oggetti, fotografie e video che raccontano attraverso uno sguardo retrospettivo la sua opera e il suo pensiero. Un percorso a suo modo accademico e insolito, coerente con la mission del museo che vuole fornire a ogni fascia di pubblico le chiavi di lettura per comprendere e apprezzare le culture del mondo e i grandi temi della contemporaneità attraverso tutte le arti visive, performative e sonore.

Leggi anche: Il nuovo murales di Banksy sulla Brexit, nella città britannica di Dover

Banksy Armoured Peace Dove
Quest’opera, conosciuta come Armoured dove, venne realizzata da Banksy nel luogo in cui 40 persone furono uccise durante la prima Intafada (i piccoli fori lungo la parte superiore sono causati da proiettili), in Cisgiordania © Wikimedia Commons

Nelle quattro sezioni in cui è stata articolata la mostra, Banksy viene raccontato sia in un contesto più generale della storia dell’arte che in relazione alla teoria della “psicogeografia” secondo cui lo spazio di azione dell’artista è il territorio, il voler creare delle situazioni, il forte senso di appartenenza comunitario, l’impulso controculturale. Il suo lavoro ha infatti come componente fondamentale la relazione con il paesaggio umano nel quale l’artista si esprime, spesso in zone di conflitto, dove anche la politica e le istituzioni faticano ad arrivare.

Leggi anche: Banksy ha fatto un giro a Gaza

A questo tema si riallaccia anche la quarta sezione intitolata I luoghi di Banksy dove vengono presentati, attraverso fotografie e video, i murales di Banksy nella loro collocazione originaria. Nei suoi lavori infatti il genius loci è un aspetto fondamentale, il posto stesso e la vita che vi accade sono messaggi di per sé; molti lavori nascono anche semplicemente in funzione dei e per i luoghi in cui sono realizzati. A impreziosire l’esposizione si aggiungono immagini delle sue famose incursioni nei più importanti musei del mondo (Moma, Louvre, Tate, ecc) e delle sue mostre provocatorie (Dismaland, Turf oil, ecc), oltre a un documento sul progetto Santa’s ghetto, una serie di opere a Betlemme e sul muro divisorio che separa palestinesi e israeliani.

La mostra si inserisce in una rassegna dal titolo Geografie del futuro in programma al Mudec già da settembre, per maggiori informazioni, consultate il sito ufficiale del museo.

Leggi anche: Dismaland migra a Calais per ospitare i profughi

Banksy
Madonna con la pistola in piazza Girolamini a Napoli. Per realizzare quest’opera Banksy ha fatto ricorso alla tecnica dello stencil

Le polemiche intorno alle mostre dedicate a Banksy

Importante sottolineare che la mostra al Mudec è curata da Gianni Mercurio e non è la stessa al momento esposta Toronto. Infatti in Canada fino a settembre è possibile visitare The art of Banksy, una grande mostra con 80 opere originali dell’artista curata da Steve Lazarides che è stata in precedenza “in tournée” anche a Melbourne, Amsterdam, Tel Aviv e Auckland. Banksy nel suo sito ufficiale a questo proposito scrive: “Banksy non è su Facebook, Twitter e non è rappresentato da Steve Lazarides o da qualsiasi altra galleria”. Molto chiaro il messaggio del personaggio che ribadisce ancora una volta di non essere interessato ai social network e a essere rappresentato da qualcuno se non da se stesso. Un artista di carattere.

Articoli correlati