Biodiversità. La nera di verzasca

In Italia la capra Verzaschese rappresenta la razza prevalente nelle zone montane della provincia di Varese, come la Val Veddasca-Dumentina, e in molte aree delle valli occidentali dell’Alto Lario, nella provincia di Como.

Nella cultura popolare esistono molte leggende che vedono come
protagonisti capre e caproni, sia come entità benefiche sia
in forma molto negativa, come rappresentazione del demonio. Nelle
nostre montagne la Verzaschese può sicuramente aver
contribuito alla formazione di alcune di queste credenze: animale
di taglia medio-grande, con corna lunghe una quarantina di
centimetri, leggermente arcuate all’indietro, questa capra è
caratterizzata dall’avere un mantello completamente nero e lucido,
con pelo corto e fine, più folto nella stagione
invernale.

I maschi (becchi), più possenti, presentano, inoltre, una
caratteristica barba e peli più lunghi sul garrese. Pensate
che spavento potrebbe provare una persona superstiziosa e un po’
credulona imbattendosi, di notte, in uno di questi esemplari!

Considerata razza locale del Canton Ticino, con principale centro
di allevamento nella Valle Verzasca che si estende
dall’estremità settentrionale del Lago Maggiore verso Nord,
le capre nere Verzaschesi sono state sempre considerate animali
senza pretese e ben acclimatabili.

I primi animali sono stati introdotti nelle zone del luinese, in
provincia di Varese, grazie agli scambi con gli allevatori svizzeri
e alla comunanza di alcune aree di pascolo. Il grosso incentivo
all’allevamento della Verzaschese in queste zone si è
verificato negli anni ’70, con l’importazione controllata di
riproduttori dalla Svizzera.

Attualmente in Lombardia si contano circa 1100 capre distribuite in
65 aziende.
Il prodotto più rappresentativo è sicuramente la
“formaggella del luinese”, un formaggio a base di latte di capra
crudo, stagionato da un minimo di 15-20 giorni a 2 mesi.

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