Coronavirus

Animali e coronavirus, la Lav attiva un servizio di emergenza

La Lav scende in campo per contrastare gli effetti dell’emergenza coronavirus sugli animali domestici con un’iniziativa specifica. E l’Associazione nazionale medici veterinari italiani chiede aggiornamenti sulla funzione del veterinario in situazioni critiche.

Coronavirus e amici a quattro zampe: i pericoli anche per loro sono tanti e, spesso, sottovalutati. Proprio a questo proposito la Lav (Lega anti vivisezione) ha attivato un front desk coordinato da Flavia Nigri – responsabile dell’unità di emergenza – che opererà in sinergia con la presidenza dell’associazione per affrontare diverse aree tematiche di intervento, con uno specifico riferimento agli animali da compagnia in ambito familiare.

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L’iniziativa Lav si rivela importante per gli animali domestici che hanno bisogno di cure in epoca di coronavirus © Pixabay

Coronavirus e pronto intervento per gli animali

L’iniziativa della Lav si propone di affrontare una serie di ambiti importanti:

  • fornire informazioni riguardo alle misure restrittive emanate, alla gestione e all’accudimento di animali (siano essi di privati o sul territorio);
  • offrire aiuto nel coordinamento logistico in situazioni di crisi;
  • raccogliere segnalazioni dalle sedi locali Lav e garantire loro supporto e coordinamento, se necessario;
  • attivarsi nei confronti delle istituzioni, sulla base di specifiche indicazioni, garantendo che la situazione non abbia impatti su colonie feline e popolazioni di randagi.

Per facilitare le operazioni, la Lav ha diffuso un fac-simile di autodichiarazione necessario a giustificare uno spostamento per “situazioni di necessità”. A questo proposito l’associazione spiega: “Questo modello (scaricabile dal sitoaiuterà chi ha effettivamente bisogno di spostarsi per attività di tutela degli animali che, se non svolte, causerebbero maltrattamento agli animali stessi pregiudicandone lo stato di salute o la vita. Si tratta di una dichiarazione personale, compilata sotto la propria responsabilità, consci che dichiarazioni mendaci al pubblico ufficiale sono sanzionate in base all’articolo 495 del Codice penale”.

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In tema di coronavirus l’Anmvi sollecita una presa di posizione da parte del ministero della Salute anche per i veterinari degli animali da reddito © Pixabay

Coronavirus, la posizione dell’Anmvi

Sempre in tema di coronavirus e delle sue conseguenze sugli amici a quattro zampe che abitano e vivono con noi, si fa sentire anche la voce dell’Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani) che chiede aggiornamenti rispetto alle disposizioni inviate alle prefetture lo scorso marzo, con particolare riguardo allo svolgimento delle attività veterinarie in regime di libera professione in tutti i settori d’esercizio.

A questo proposito, il presidente Marco Melosi ha richiesto “un’informativa ai medici veterinari per tutti i settori d’esercizio”, con particolare riguardo agli spostamenti controllati e condizionati – come quelli relativi alle prestazioni di cura di pazienti animali da raggiungere a domicilio o da condurre in una struttura veterinaria – e agli spostamenti dei proprietari verso le strutture veterinarie.

Si legge nella nota dell’Anmvi a questo riguardo: “Si tratta di circostanze che chiamano direttamente in causa i medici veterinari nel loro ruolo di tutela della salute e del benessere animale, oltre che la sanità pubblica veterinaria, per la quale si rendono necessarie direttive chiare e applicabili in quanto compatibili con il Dpcm 8 marzo 2020 [il decreto del presidente del Consiglio dei ministri sulle misure urgenti di contenimento del contagio, ndr]”. Inoltre l’Anmvi sta definendo, in collaborazione con la Sivar (Società italiana veterinari animali da reddito), un’analoga iniziativa per i veterinari del settore zootecnico.

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