David Bowie e il successo internazionale di “Let’s Dance”

Nuova trasformazione per David Bowie, stavolta in compagnia di Nile Rodgers e Stevie Ray Vaughan. “Let’s Dance” è il suo più grande successo internazionale.

Il 21 maggio 1983 al primo posto della classifica dei singoli più venduti degli Stati Uniti d’America c’è David Bowie con Let’s Dance. Anche questa volta il Duca Bianco spiazza tutti. Adesso è biondo e abbronzato e sembra voler tirare fuori un innato ottimismo.

Anche la sua musica cambia in maniera più netta rispetto al passato.

Ora infatti David Bowie si è lanciato nella dance commerciale, riuscendo nell’impresa di trasformare il suo pezzo in una hit di successo. Ma il merito non è stato soltanto suo.

 

http://www.youtube.com/watch?v=N4d7Wp9kKjA

 

Lo stesso Duca Bianco per le registrazioni di tutto il disco, “Let’s Dance” appunto, ha reclutato Nile Rodgers, il chitarrista degli Chic tornato in auge di recente dopo gli ultimi successi con i Daft Punk. È lui infatti a produrre l’album ed è quindi anche grazie a lui che David Bowie imbocca una strada diversa e definita in una maniera più consapevole.

L’impronta di Nile Rodgers è inconfondibile sia nella versione dell’album, sia in quella del singolo in formato 12 pollici. E lo è sia nei momenti “pieni”, sia soprattutto in quelli “vuoti”, quando cioè tutti gli strumenti solisti scompaiono uno alla volta per lasciare spazio principalmente a basso, batteria e percussioni, proprio come succedeva con “Good Times” degli Chic. Si tratta del cosiddetto breakdown voluto da Nile Rodgers: “Ogni volta che il gruppo arrivava al breakdown, gli spettatori cominciavano a urlare” – spiega lo stesso chitarrista-produttore, riferendosi a ciò che faceva già con la sua band. Altro particolare non meno rilevante: l’assolo di chitarra dai toni blues, contrapposto all’andamento dance del brano, è del grande e indimenticato Stevie Ray Vaughan.

 

“Let’s Dance” raggiunge il primo posto della classifica dei singoli negli Stati Uniti, così come nel Regno Unito, e diventa dunque il titolo di maggior successo internazionale di tutta la carriera di Bowie (ma non il singolo più venduto, in quanto tale primato appartiene a “Space Oddity”, anche per via delle numerose ristampe).

 

Leonardo Follieri

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