Conferenze sul clima

Doomsday clock, nel 2015 mancano solo tre minuti alla mezzanotte dell’umanità

Il Doomsday clock ora segna solo tre minuti alla mezzanotte dell’umanità. Tutta colpa dei cambiamenti climatici e di armi nucleari sempre più potenti.

L’ultima volta che le lancette del Doomsday clock, l’Orologio dell’apocalisse, sono state spostate risale al 2012. Tre anni fa gli scienziati del Bulletin of the atomic scientists, una rivista non scientifica fondata nel 1945, decidevano di fermare l’ora della Terra sulle 23:55, a soli cinque minuti dalla mezzanotte dell’umanità.

 

Doomsday clock nel 2012

 

Tre minuti a mezzanotte. Oggi quegli stessi scienziati hanno spostato le lancette due minuti in avanti, sulle 23:57, a soli tre minuti dalla fine. L’unica volta che l’orologio ha segnato un’ora più tarda è stata nel gennaio del 1953 quando si decise di porre le lancette sulle 23:58 perché nel 1952 gli Stati Uniti testarono il loro primo ordigno termonucleare e annunciarono la volontà di dotarsi della bomba a idrogeno mentre l’Unione Sovietica testò per la prima volta la bomba H.

 

La decisione di spostare di ben due minuti in avanti il Doomsday clock nel 2015 è motivata da diverse ragioni: i cambiamenti climatici fuori controllo, la modernizzazione delle armi nucleari su scala globale e l’incremento delle dimensioni degli arsenali atomici da parte di diversi stati, oltre a Stati Uniti e Russia. Minacce concrete e innegabili per la sopravvivenza stessa del genere umano, minacce che i leader mondiali stanno fallendo a contrastare per prevenire potenziali catastrofi.

 

Doomsday clock nel 2015

 

Il clima che cambia, la minaccia più grave. La questione dei cambiamenti climatici è affrontata, sempre secondo gli scienziati, “in modo inadeguato al fine di prevenire il riscaldamento della Terra”. La catastrofe climatica incombe, ma non è inevitabile. Il 2014 è stato l’anno più caldo da quando le misurazioni sono cominciate 134 anni fa, nove degli ultimi dieci anni più caldi si sono registrati dopo l’anno 2000. Ma il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc) ha pubblicato a novembre un rapporto con le possibili soluzioni che la comunità internazionale dovrebbe adottare alla prossima conferenza sul clima di Parigi (Cop 21) per evitare lo scenario peggiore in termini di aumento della temperatura media globale. Così l’orologio è stato spostato a soli tre minuti dalla mezzanotte per far capire ai capi di stato e di governo che stanno fallendo nello svolgimento dei loro doveri, dei loro compiti.

 

Un po’ di storia. Il Bulletin of the atomic scientists è stato fondato nel 1945 da alcuni ricercatori dell’Università di Chicago. Due anni dopo, nel 1947, la rivista ha dato vita al Doomsday clock immaginando che la mezzanotte segnata da quell’orologio rappresentasse l’apocalisse. Lo scopo era mettere in guardia le superpotenze americana e sovietica da una possibile catastrofe nucleare in un periodo in cui la guerra fredda e la corsa agli armamenti atomici era pressoché fuori controllo. La decisione di spostare avanti, indietro o lasciare ferme le lancette viene presa ogni anno dalla commissione della rivista insieme a un gruppo di consulenti che include 17 premi Nobel. Oggi l’Orologio dell’apocalisse è riconosciuto come indicatore credibile delle possibili catastrofi causate dalle armi nucleari, dai cambiamenti climatici e dalle nuove tecnologie.

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