“Essere due”, l’armonia nella coppia

La relazione di coppia si costruisce con l’attiva collaborazione di entrambe le parti, nella ricerca di una interazione in cui si possa crescere insieme nel reciproco rispetto della differenza.

Molti di noi sono alla ricerca dell’altra metà, molte
sono le ricette proposte per una vita a due duratura. Si può
argomentare che ricette univoche non esistano, che ogni coppia e
ogni persona è diversa. Certo. Ci sono tuttavia delle
indicazioni di
base
che, se messe in pratica, portano ad un’autentica
armonia delle parti nel rispetto di ognuno.
Isabel Allende in Ritratto in seppia scrive: “L’amore
è un libero contratto che scocca come una scintilla e
può concludersi allo stesso modo. Mille pericoli lo
minacciano. Se la coppia lo difende può salvarsi, crescere
come un albero, e offrire ombra e frutti, ma questo avviene solo se
si lotta in due.”

Due, un numero che porta troppo spesso a convivenze difficili e
burrascose nel tentativo frequente di difendere la propria ragione
invece di voler far
crescere insieme
albero e frutti. Troppo spesso invece
di essere due giocatori della stessa squadra, siamo giocatori di
squadre diverse, in lotta, l’un contro l’altro armati…
Non ci ricordiamo che già nei Promessi Sposi
Manzoni ci ha tolto ogni illusione ed ha sottolineato che ragione e
torto sono inscindibili? E quando anche succedesse che in una
determinata situazione abbiamo veramente ragione, cosa ci
guadagniamo? Pensiamoci.

Ci guadagniamo solo la mera soddisfazione di umiliare il nostro
partner oggi. E domani? Per domani non avremo fatto la differenza,
è molto probabile anzi che si ripresenti per noi una
situazione di scontro, non certo di armonia. E che faremo? O diremo
che ormai non c’è più a da fare, e cinici e
rassegnati magari guarderemo altrove, oppure continueremo con le
rivendicazioni e l’ansia e la rabbia.

Luce Irigaray, una filosofa a noi contemporanea, che vive e
lavora a Parigi, ha scritto molto sulle differenze, sull’altro,
sulla relazione uomo-donna, ma il libro più sublime sul tema
della coppia è proprio Essere due, del 1993.
Più che un semplice saggio, il volumetto è un
intreccio di poesia e riflessioni, un gioco fra modalità
comunicative differenti, e, pure, perfettamente combacianti.
“Sarebbe meglio che ognuno provasse a svegliare la propria pelle”
sottolinea la pensatrice “difetta ancora in noi l’ascolto di tale
insegnamento, ci manca di coltivarlo insieme. Allora saremmo fiori
capaci di aprirsi alla luce del sole, anche dell’amore e di
richiuderci nell’intimità del cuore. Saremmo capaci di
meravigliarci e di raccoglierci, tutti e due, e in due.”

Fin dal titolo questo libro è espressione di un pensiero
che, nella coppia, invita a crescere nella differenza, rimanendo
altro. “Essere attenta a te farà tacere il rumore.
Nascerà una meraviglia nuova. Tacere per lasciarti parlare,
per dare a te la nascita. E anche a noi.”
È possibile rinascere in due nella coppia, sperimentare un
nuovo modo di vedere le cose, in due. Certo non lo si fa con la
bacchetta magica! È importante interrogarsi e voler fare
insieme questo salto, fatto di comunicazione e di ascolto. Non
è mai tardi per crescere nell’armonia di coppia. Perfino
coppie che hanno alle spalle 30-40 anni di matrimonio potranno
testimoniare che non c’è età adatta per un tale
spostamento di visione e per fare la differenza.

L’unico ingrediente fondamentale è la voglia di
rimettersi in gioco e di preservare quanto si è comunque
costruito e vissuto insieme. Alcune volte le coppie possono farcela
da sole, più spesso, almeno in un primo tempo, è
meglio farsi aiutare da un allenatore che vede dall’esterno i
movimenti dei due giocatori e li segue nel percorso di
armonizzazione
delle diverse tonalità e
soprattutto nella messa in pratica delle indicazioni fondamentali.
Ci sono ovviamente anche casi in cui si sceglie di chiudere il
rapporto
. La presenza dell’allenatore consente
comunque che i due si separino nell’armonia. I risultati ci sono
comunque e sono concreti e strabilianti. Provare per credere.

Silvana
Kühtz

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