Il vitalismo, la filosofia in naturopatia

La naturopatia

Questa filosofia, come abbiamo visto, è il “vitalismo” di
Bordeu e di Barthez. Il vitalismo è la dottrina secondo cui
i fenomeni osservati in tutto l’organismo vivente sono diretti,
orchestrati, previsti, scatenati, arrestati e voluti da una forza
interiore chiamata Forza Vitale.

Questa forza vitale è dotata di intelligenza e, a fronte di
una data situazione, reagisce sempre al meglio nell’interesse del
soggetto; essa esplica l’auto-guarigione, la cicatrizzazione delle
piaghe etc…

Il dottor Salmanoff a questo proposito ha dichiarato: “Guardando
senza preconcetti i processi vitali nell’organismo umano, con le
sue reazioni biochimiche, la sua emo-dinamica adattata, calcolata,
diretta, regolata, con i suoi innumerevoli fenomeni di diffusione,
di osmosi, con le sue oscillazioni di equilibrio acido-basico, con
la sua respirazione cellulare, i suoi riflessi incessanti, la sua
regolazione corticale, ancora se ci si rende conto della costante
fisico-chimica del protoplasma vivente, siamo obbligati ad
accettare il vitalismo”. Per il materialista, al contrario, i
fenomeni vitali si riconducono ad una reazione fisico-chimica.

Questa reazione sarebbe anche la sorgente della vita. Si comprende,
però, male che due soggetti situati in circostanze simili
(dunque in presenza degli stessi fenomeni psico-chimici),
reagiscano in maniera differente, che due trattamenti non abbiano
lo stesso effetto su due diversi individui. Ciò significa
che ciascuno ha reagito con le proprie forze, in funzione di
criteri personali; la forza vitale ha dato prova di scelta ed ha
orientato il soggetto verso la reazione più favorevole al
suo organismo in funzione del suo stato.

Questa facoltà di scelta e di decisione permette, oltre al
fenomeno dell’auto-guarigione, di esplicare la ereditarietà,
la crescita ed anche la malattia, allorché si considerino i
sintomi di questa come dei “segnali d’allarme” inviati dal sistema
nervoso vegetativo al sistema cerebro-spinale. Dove risiede questa
forza vitale? E’ difficile localizzare e materializzare questo
concetto così sottile, ma sembra che questa forza risieda
innanzitutto nelle cellule nervose e nella materia bianca del
cervello.

Affinché la forza vitale possa agire ed organizzare la
difesa ed il mantenimento dell’organismo, è indispensabile
che essa si trovi in un terreno sano, pulito e nelle buone
condizioni create da un ambiente favorevole ed equilibrato. Il
medico deve essere dapprima un filosofo e sapere quale è lo
scopo profondo dove lo devono condurre le tecniche di cui dispone:
questo scopo è la restaurazione, la consolidazione, la
preservazione della forza vitale. La prima conseguenza fra
vitalismo e naturopatia è che l’azione terapeutica del
medico naturopata rivestirà sempre la stessa forma: è
il principio dell’unità terapeutica, che trova
giustificazione nel fatto che la malattia è una. Questa
è “l’azione su tutta l’economia” del biologo Marchessau; non
si curerà un sintomo, ma si migliorerà il terreno,
per permettere alla forza vitale di manifestarsi pienamente.

Il trattamento unico rivestirà tutte le sfumature e finezze
per ogni caso, in ciò sta l’arte del naturopata.

Jacques Paltz

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