Farmaci oppioidi: Johnson & Johnson condannata per aver alimentato la dipendenza negli Stati Uniti

La casa farmaceutica Johnson & Johnson è stata condannata a pagare più di 570 milioni di dollari per far fronte all’epidemia di sostanze oppioidi negli Stati Uniti.

A distanza di un anno dal caso Purdue Pharma accusata dallo stato di New York di aver ignorato – consapevolmente – la dipendenza causata dai suoi prodotti a base di oppioidi, un giudice dell’Oklahoma ha condannato la casa farmaceutica Johnson & Johnson (J&J) al pagamento di 572,1 milioni di dollari (515 milioni di euro) allo stato per aver contribuito ad alimentare un’epidemia di oppioidi commercializzando in modo ingannevole antidolorifici che creano dipendenza.

La richiesta iniziale del procuratore generale era di 17 miliardi di dollari: un esborso che secondo l’accusa sarebbe servito per far fronte all’emergenza di farmaci a base di oppioidi in Oklahoma. Nel mirino di Thad Balkman, giudice della contea di Cleveland, ci sono due farmaci prodotti dalla J&J: il Duragesic e il Nucynta. Sebbene la richiesta di indennizzo si sia abbassata enormemente, la casa farmaceutica ha dichiarato che farà appello.

Un’epidemia che avrebbe causato 400mila vittime

Secondo i dati forniti dai centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) statunitensi, gli oppioidi sono la causa di circa 400mila morti per overdose dal 1999 al 2017. Circa 6mila le vittime che si contano in Oklahoma dal 2000 a oggi. Allo stesso tempo, 2.500 sono le azioni legali promosse da stati, contee e comuni che cercano a livello nazionale di portare i produttori di farmaci alla sbarra, accusati di aver ignorato la dipendenza da oppioidi e di aver contribuito alla diffusione di una vera e propria epidemia attraverso campagne di marketing ingannevoli.

Un ruolo di primo piano nel dare il via all’epidemia di oppioidi negli anni Novanta lo ha avuto anche la Purdue Pharma, con il suo OxyContin. Purdue ha già stabilito un risarcimento di 270 milioni di dollari prima che venga aperto il processo di New York, ma ora dovrà affrontare altre centinaia di azioni legali.

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