Il sogno di Keith

4 giorni dopo, i due sono ai Chess Studio di Chicago per incidere il pezzo più importante della loro storia …

Clearwater, Florida, 6 Maggio 1965. Allo Jack Russell Stadium tocca ai Rolling Stones.
Sono i migliori e hanno piani grandiosi: 22 date americane prenotate in grandi spazi.

 

Eppure, contrariamente alle aspettative, per loro le cose negli States non vanno bene. E anche stasera, nello stadio di baseball in cui d’estate si allenano i Philadelhpia Phillies, c’è poco pubblico.

Finito il concerto, gli Stones tornano al Fort Harrison Hotel.

 

 

Keith Richards, come al solito, anche stanotte va a letto con la sua chitarra. C’è un pezzo che gli ronza in testa, un vecchio blues di Muddy Waters …

 

I Can’t Be Satisfied …

 

Keith non si accontenta di interpretarlo. Non è soddisfatto …
Quando suonicchia classici del blues ogni tanto gli capita di inventare qualcosa d’interessante. Per questo, accende il suo inseparabile registratore che ha piazzato sul comodino.
Poco dopo, però, crolla in un sonno profondo.
Il mattino, decide di riascoltare il nastro …

 

E scopre che, prima di addormentarsi (lo si sente russare per 40 minuti, sino a fine bobina) ha immortalato qualcosa di importante … E’ un riff che ricorda quello di Dancin’ In The Streets (il mega hit di Martha & The Vandellas) sul quale Richards canticchia una sola frase: I Can’t Get No Satisfaction …

 

Lo fa ascoltare a Mick Jagger4 giorni dopo, i due sono ai Chess Studio di Chicago per incidere il pezzo più importante della loro storia …

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