Il dharma di una regina buddista

È dal Buddha miracolosamente apparso di fronte a lei che la regina Shrimala riceve la profezia circa la sua futura realizzazione.

Si tratta di un sutra della scuola buddhista del Mahayana o Grande
veicolo, compilato molto probabilmente nel III-IV secolo d.C. e
dunque contemporaneo alla fioritura del centro buddhista di
Nagarjunakonda, o a questo di poco posteriore. Nel Ruggito di leone
della regina Shrimala il ruolo di protagonista è svolto, non
come solitamente avviene in questa tipologia di testi da un
bodhisattva (essere d’illuminazione) o da un bhiksu (monaco), ma
dalla regina Shrimala appunto, la figlia del re Prasenajit del
Kosala e della regina Mallika, una figura di donna profondamente
devota alla dottrina del Buddha e dotata di qualità
d’eccezione.

È dal Buddha miracolosamente apparso di fronte a lei che la
regina Shrimala riceve la profezia circa la sua futura
realizzazione: per incalcolabili eoni essa sperimenterà una
perfetta sovranità fra uomini e dei, e dopo ventimila eoni
diventerà un Buddha con il nome di Samantaprabha, ‘Radianza
universale’. Nella Terra di Buddha in cui rinascerà – di cui
non si dice il nome – non vi saranno destini infelici: gli esseri
che qui abiteranno seguiranno tutti le dieci azioni virtuose e,
senza mai sperimentare malattia, vecchiaia o altre condizioni di
sofferenza, godranno di ogni sorta di delizia. In seguito alla
predizione ricevuta, la regina Shrimala pronuncia di fronte al
Buddha dieci
grandi voti
di carattere etico.

Particolarmente interessanti dal punto di vista storico risultano
il sesto e l’ottavo grande voto. La sollecitudine che la regina
Shrimala mostra infatti in ambito sociale, promettendo di alleviare
le sofferenze dei poveri e degli oppressi, sembra quasi l’eco
letteraria della solerte attività sociale che Camtisiri, la
storica principessa degli Iksvaku, svolse a Nagarjunakonda,
prendendosi cura dei più poveri e tormentati da un lato, e
promuovendo un’intensa attività di edilizia religiosa a
favore del buddhismo dall’altro.

Carla
Gianotti

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