Incendi in California, cinque morti vicino Sacramento. Chiuso il parco Yosemite

Due morti e migliaia di evacuati a causa di Carr Fire, uno degli incendi in California che sta causando molti danni nel nord dello stato americano.

Gli incendi in California sono tornati a colpire la zona nord dello stato, provocando cinque morti e diversi feriti. Il vigile del fuoco Jeremy Stoke ha perso la vita mentre cercava di fermare le fiamme a Redding, una cittadina vicino Sacramento che sta subendo i danni maggiori in questi giorni. Un altro addetto allo spegnimento che stava guidando un mezzo su un terreno poco distante è morto, ma le autorità non hanno ancora comunicato il suo nome. I corpi senza vita di tre persone sono stati trovati in una casa alla periferia di Redding: secondo le fonti di informazioni si tratterebbero di quelli di Melody Bledsoe, 70 anni, e dei suoi due nipoti di 4 e 5 anni. La donna avrebbe provato a proteggere i nipoti dalle fiamme coprendoli con una coperta bagnata, senza riuscire a salvarli. L’incendio nell’area è stato chiamato Carr Fire, dato che negli Stati Uniti, come capita con uragani e altri fenomeni atmosferici, è prassi recente dare nomi specifici a questo tipo di disastri naturali. Gli incendi in California di queste settimane non hanno risparmiato neanche la parte sud dello stato e hanno portato nei giorni scorsi alla chiusura del parco nazionale Yosemite. Le fiamme di Carr Fire sono state provocate dallo scoppio di un’automobile lasciata abbandonata vicino una foresta. Molto probabilmente le alte temperature che per tutto luglio hanno colpito la California sono state dei fattori importanti nella diffusione e aumento delle fiamme, arrivate a produrre venti infuocati capaci di muoversi a 80 chilometri all’ora. Il fumo provocato dall’incendio Carr Fire è visibile persino dallo spazio come dimostrano le immagini dai satelliti.

Evacuazioni per gli incendi in California

Il senatore democratico californiano Jerry Brown ha dichiarato uno stato di emergenza nella contea di Shasta dove ha sede Redding. Migliaia di persone sono state evacuate e altre sono tenute in stato di allerta. I vigili del fuoco stanno lavorando giorno e notte per provare a limitare l’avanzata delle fiamme che hanno provocato diversi feriti fra gli stessi pompieri. Per i prossimi giorni si prevede che l’ondata di calore che ha colpito la California a luglio continui ad aumentare, rendendo di fatto ancora più difficili le operazioni di soccorso e salvataggio. Gli incendi in California colpiscono periodicamente sia la zona meridionale sia quella settentrionale dello stato, ma nell’ultimo anno la frequenza dei disastri con le fiamme è aumentata. L’anno scorso era stata la parte sud a subire i danni maggiori, mentre ora l’area è interessata solo da un incendio minore, Cranston Fire, vicino la contea di Riverside.

Incendi in California, Redding
Delle case a Redding durante l’incendio Carr Fire – Justin Sullivan Getty Images

Colpa del riscaldamento globale?

Il vasto numero di incendi che ha colpito tutto il mondo negli ultimi tempi, dalla Grecia alla Scandinavia, è stato associato da molti al riscaldamento globale. Al momento non vi è certezza che sia stata questa la causa anche se le ondate di calore che hanno contribuito a diffondere le fiamme possono essere ricollegate ai cambiamenti climatici. Nel caso degli incendi in California, Carr Fire è stato provocato dallo scoppio di un motore, mentre quello di Riverside dalle manie di un piromane che poi è stato arrestato. Lo stato americano ha dovuto provvedere anche alla chiusura del famoso parco Yosemite colpito in parte dall’incendio Ferguson, ora ridotto del 29 per cento. Il portavoce dei vigili del fuoco della contea di Shasta ha detto che non è ancora possibile sapere quando l’incendio sarà definitivamente limitato, ma le autorità stanno lavorando 24 ore al giorno per contenere i danni e aiutare le operazioni di evacuazione.

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