È bastata una stagione di incendi in California per vanificare anni di tagli alle emissioni di CO2

Una singola, devastante stagione degli incendi in California ha spazzato via anni di sforzi per ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.

  • I tragici incendi in California del 2020 hanno rilasciato circa 127 milioni di tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera.
  • Le fiamme hanno così annullato la riduzione di 65 milioni di tonnellate di CO2 ottenuta nei 18 anni precedenti grazie a leggi e normative sostenibili.
  • I progressi messi in atto per diminuire le emissioni nocive vengono ridimensionati da incendi sempre più grandi e distruttivi.

Venti anni mandati in fumo: si può riassumere così lo studio effettuato dai ricercatori statunitensi delle università di Chicago e Ucla di Los Angeles. Il team di scienziati ha pubblicato di recente sulla rivista Environmental pollution un’analisi della stagione degli incendi da record del 2020 che ha visto bruciare oltre 1,6 milioni di ettari di terreno in California. Stando alle stime dei ricercatori, le fiamme hanno rilasciato circa 127 milioni di tonnellate di CO2 nell’atmosfera, annullando di fatto il traguardo di 65 milioni di tonnellate di emissioni sforbiciate nei 18 anni precedenti, cioè dal 2003 in poi. “Molti dei progressi ottenuti con fatica per combattere i cambiamenti climatici potrebbero essere spazzati via se non iniziamo a cambiare il modo in cui gestiamo le foreste” ha detto il professore Michael Jerrett, coordinatore della ricerca.

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Il Dixie Fire in California, nell’agosto 2021, è stato il secondo più grande incendio nella storia del paese © Justin Sullivan/Getty Images

Gli incendi in California sono la seconda fonte di emissioni dopo il traffico

Senza considerare la futura ricrescita della vegetazione, gli incendi in California del 2020 rappresentano la seconda fonte di gas serra climalteranti nello stato americano dopo il traffico, davanti persino alle industrie e alla produzione di energia elettrica. “Il contributo dei roghi del 2020 è quasi come un nuovo settore nocivo nell’economia”, ha affermato Jerrett. I risultati sfidano l’idea che le emissioni causate dalle fiamme dovrebbero essere considerate in modo diverso rispetto alle emissioni artificiali perché le foreste, eventualmente, ricrescono. Tuttavia, Jerret e il suo team hanno voluto focalizzare sull’attenzione sul fatto che i roghi danneggino anche il clima, non solo il territorio. La diffusione di anidride carbonica provocata dal fuoco è un altro fattore di cui tenere conto, soprattutto ora che gli incendi sono sempre più grandi e frequenti.

Le varie iniziative volte a ridurre le emissioni nocive, come le limitazioni al traffico e le misure per l’efficientamento energetico degli edifici, rischiano di diventare inutili se il riscaldamento globale e l’attività umana causano incendi più devastanti. Nello studio intitolato Up in the smoke i ricercatori spiegano che, anche se la ricrescita degli alberi può avvenire in parte o completamente in un lungo periodo, la maggior parte della riforestazione non avverrà abbastanza rapidamente per evitare un riscaldamento superiore a 1,5 gradi.

Passi in avanti non sufficienti in California

“Con grande merito dei responsabili politici e dei residenti della California, dal 2003 al 2019 le emissioni di gas serra dello stato sono diminuite di 65 milioni di tonnellate, un calo dovuto in gran parte alle riduzioni del settore della produzione di energia elettrica”, ha affermato Jerrett. “Eppure, l’impatto positivo di tutto quel duro lavoro in quasi due decenni rischia di essere spazzato via dal fumo prodotto in un solo anno di incendi da record”. La stagione estiva del 2020 fu particolarmente distruttiva nello stato di Los Angeles: in quell’anno le fiamme distrussero oltre 10mila strutture e causarono danni per 12 miliardi di dollari.

A lungo termine, la ricrescita della vegetazione nelle aree bruciate potrebbe mitigare parzialmente le emissioni, ma non si verificherà abbastanza rapidamente. “I danni dovuti alla CO2 prodotta dai roghi dovrebbero essere conteggiati in aggiunta ai costi per il controllo degli incendi, ai danni alla salute causati dall’inquinamento atmosferico e alla perdita diretta di vite umane e proprietà”, è il parere di Jerrett. Una necessaria conseguenza ai risultati dello studio è che ora le emissioni degli incendi ricevano lo stesso livello di investimenti e attenzione rispetto a quelle derivanti da altri settori. La California dimostra che, sebbene i roghi siano considerati eventi naturali, l’attività umana contribuisce a renderli enormi e distruttivi; per questo il rischio di annullare i progressi raggiunti è sempre più alto.

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