Primo ok alle legge delega, ma i primi reattori modulari di piccole dimensioni arriveranno tra 10 anni. E per la fusione se ne parla dopo il 2040.
Le luci della città minacciano il nostro ecosistema, ecco gli effetti dell’inquinamento luminoso sugli esseri viventi, umani compresi.
Dal momento in cui l’uomo ha scoperto il fuoco non è più riuscito a fare a meno della luce. La luce è fonte di energia, di calore e di vita. Ma, come per tutte le cose, l’eccesso di punti luminosi può avere effetti gravi sulla vita degli esseri viventi. L’inquinamento luminoso, quello che si diffonde nel cielo dalle nostre città altera i regimi biologici delle piante degli animali e persino dell’uomo.
L’inquinamento luminoso causato da un uso eccessivo della luce artificiale nelle metropoli ha delle conseguenze gravissime sui cicli biologici degli animali. Il bioritmo di mammiferi, rettili, anfibi e uccelli subisce gli effetti della mancanza di oscurità durante la notte. Le tartarughe e gli uccelli migratori confondono le luci della città per il bagliore lunare, sbagliando così la direzione verso il mare e la rotta migratoria. Continuamente distratti dalla luce artificiale gli animali non percepiscono il passaggio dal giorno alla notte alterando, come nel caso di alcuni anfibi, i loro cicli riproduttivi.
La luce artificiale è una minaccia per gli alberi che vivono in città. La diffusione luminosa nelle ore notturne altera la pigmentazione delle foglie, la sviluppo delle radici e nella ciclicità del riposo vegetativo delle piante. Nelle metropoli è comune trovare alberi che, piantati intorno a fonti luminose come lampioni, perdono le foglie solo nella zona d’ombra. Non solo, le foglie esposte alla luce sono più verdi e i fiori ha una forma differente. Questa mutazione porta a uno sfasamento nel metabolismo delle piante che influisce sulla vita degli organismi che subiscono queste trasformazioni non riuscendo a svolgere alcune attività biologiche, tra cui l’impollinazione.
L’inquinamento luminoso influisce negativamente anche sul metabolismo delle donne e degli uomini. I ricercatori dell’American medical association hanno riscontrato delle anomalie nella produzione di insulina e un abbassamento delle difese immunitarie nei soggetti esposti all’inquinamento luminoso. La luce che non lascia percepire l’oscurità notturna o disturba il sonno delle persone ha delle conseguenze sul nostro “orologio interno”. Gli individui risentono dell’esposizione continua alla luce riscontrando un’alterazione degli stati emozionali e psicologici, ma anche dei disturbi alimentari e digestivi.
Per monitorare gli effetti e trovare una soluzione, alcuni ricercatori della University of Exeter, capeggiati da Jonathan Bennie, direttore dell’Environment and Sustainability Institute, hanno condotto degli studi sui comportamenti animali e vegetali esposti alla luce artificiale. Gli scienziati hanno dimostrato che l’esposizione continua a fonti luminose porta a gravi conseguenze sulla vita di tutti gli esseri viventi.
Inoltre, da questi risultati, emerge che la luce ambrata è più dannosa di quella luce bianca, tipo a Led. Una risposta rassicurante per i comuni che hanno adottato la tecnologia Led per l’illuminazione urbana.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Primo ok alle legge delega, ma i primi reattori modulari di piccole dimensioni arriveranno tra 10 anni. E per la fusione se ne parla dopo il 2040.
Nata a Padova, Finapp utilizza i raggi cosmici per misurare l’umidità del suolo e la neve in tempo reale, prevenendo siccità, alluvioni e sprechi.
Lo scatto di Oreste Caroppo vince Obiettivo Terra 2026 raccontando biodiversità, metamorfosi e natura nelle aree protette italiane.
Uno studio osservazionale condotto su oltre 10mila anziani ha associato la preparazione dei pasti in casa a un minor rischio di demenza, specialmente per chi è meno abile in cucina.
La nuova legge parla di “gestione” della fauna selvatica, estende la stagione venatoria e le specie cacciabili: la Ue ha già detto che non va bene.
Uno studio spagnolo innovativo mostra un legame tra il pesticida picloram e l’insorgenza di tumori al colon-retto nella popolazione under-50.
Il mare era al centro dell’attività accademica e del lavoro sul campo di Monica Montefalcone, morta durante un’immersione alle Maldive.
A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Il Pnr è stato posto in consultazione pubblica dai ministeri di Ambiente e Agricoltura e dall’Ispra. Si tratta di un documento atteso da decenni.



