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Le luci della città minacciano il nostro ecosistema, ecco gli effetti dell’inquinamento luminoso sugli esseri viventi, umani compresi.
Dal momento in cui l’uomo ha scoperto il fuoco non è più riuscito a fare a meno della luce. La luce è fonte di energia, di calore e di vita. Ma, come per tutte le cose, l’eccesso di punti luminosi può avere effetti gravi sulla vita degli esseri viventi. L’inquinamento luminoso, quello che si diffonde nel cielo dalle nostre città altera i regimi biologici delle piante degli animali e persino dell’uomo.
L’inquinamento luminoso causato da un uso eccessivo della luce artificiale nelle metropoli ha delle conseguenze gravissime sui cicli biologici degli animali. Il bioritmo di mammiferi, rettili, anfibi e uccelli subisce gli effetti della mancanza di oscurità durante la notte. Le tartarughe e gli uccelli migratori confondono le luci della città per il bagliore lunare, sbagliando così la direzione verso il mare e la rotta migratoria. Continuamente distratti dalla luce artificiale gli animali non percepiscono il passaggio dal giorno alla notte alterando, come nel caso di alcuni anfibi, i loro cicli riproduttivi.
La luce artificiale è una minaccia per gli alberi che vivono in città. La diffusione luminosa nelle ore notturne altera la pigmentazione delle foglie, la sviluppo delle radici e nella ciclicità del riposo vegetativo delle piante. Nelle metropoli è comune trovare alberi che, piantati intorno a fonti luminose come lampioni, perdono le foglie solo nella zona d’ombra. Non solo, le foglie esposte alla luce sono più verdi e i fiori ha una forma differente. Questa mutazione porta a uno sfasamento nel metabolismo delle piante che influisce sulla vita degli organismi che subiscono queste trasformazioni non riuscendo a svolgere alcune attività biologiche, tra cui l’impollinazione.
L’inquinamento luminoso influisce negativamente anche sul metabolismo delle donne e degli uomini. I ricercatori dell’American medical association hanno riscontrato delle anomalie nella produzione di insulina e un abbassamento delle difese immunitarie nei soggetti esposti all’inquinamento luminoso. La luce che non lascia percepire l’oscurità notturna o disturba il sonno delle persone ha delle conseguenze sul nostro “orologio interno”. Gli individui risentono dell’esposizione continua alla luce riscontrando un’alterazione degli stati emozionali e psicologici, ma anche dei disturbi alimentari e digestivi.
Per monitorare gli effetti e trovare una soluzione, alcuni ricercatori della University of Exeter, capeggiati da Jonathan Bennie, direttore dell’Environment and Sustainability Institute, hanno condotto degli studi sui comportamenti animali e vegetali esposti alla luce artificiale. Gli scienziati hanno dimostrato che l’esposizione continua a fonti luminose porta a gravi conseguenze sulla vita di tutti gli esseri viventi.
Inoltre, da questi risultati, emerge che la luce ambrata è più dannosa di quella luce bianca, tipo a Led. Una risposta rassicurante per i comuni che hanno adottato la tecnologia Led per l’illuminazione urbana.
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