Conferenza Italia-Africa, cosa abbiamo scoperto di più sul Piano Mattei

Con la conferenza Italia-Africa à iniziato il Piano Mattei: ecco cosa abbiamo capito in più sul progetto del governo italiano.

Grazie alla conferenza Italia-Africa, che che avuto il suo apice ieri, 29 gennaio, e che si conclude oggi con gli incontri bilaterali, abbiamo finalmente capito qualcosa di di più del famoso Piano Mattei per l’Africa annunciato dal governo guidato da Giorgia Meloni sin dal discorso di insediamento, approvato per legge da poche settimane. 25 capi di stato e di governo delle nazioni africane (esclusi molti dei paesi recentemente interessati da colpi di stato, e quelli dove è più forte l’influenza cinese e russa), l’Unione africana, oltre ai rappresentanti dell’Unione europea (hanno partecipato Ursula von der Leyen, Roberta Metsola e Charles Michel) si sono riuniti presso il Senato della Repubblica, proprio per dare i primi contenuti da inserire nella “scatola” del Piano Mattei. Tre le novità fondamentali che sono emerse.

Una è che per la prima volta il governo ha esposto, almeno verbalmente, i primi progetti pilota che verranno messi in campo concretamente, sulla base di 5 direttrici di intervento che sono: istruzione e formazione; sanità; acqua e igiene; agricoltura; energia e infrastrutture. In questo lavoro sarà centrale la condivisione e la collaborazione con gli Stati africani, sia nelle fasi di elaborazione, sia nella fase di definizione e attuazione dei progetti del Piano Mattei. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto un elenco di paesi interessati e dei singoli progetti (vedi liveblog) che sono in partenza o partiranno entro il 2024.

Il secondo punto emerso è stato che, a fronte di un generale apprezzamento delle istituzione europee, il Piano Mattei è stato criticato dal presidente del Consiglio dell’Unione Africana, Moussa Faki Mahamat che ha accusato l’Italia di non aver condiviso con l’Africa la messa a punto del piano: “Non ci possiamo accontentare di semplici promesse che spesso non vengono mantenute”. Critiche anche sulle politiche migratorie adottate dall’Italia. “L’Italia è il punto di arrivo delle migrazioni: abbiamo questo problema comune da risolvere ma non basta, la migrazione per noi è un dramma, pregiudica la dignità dei nostri paesi: la partnership sarà sempre limitata finché non si arriverà a modificare la politica in maniera strutturale, a cambiare l’approccio alle migrazioni”.

Il terzo punto riguarda i fondi di cui godrà il Piano Mattei: inizialmente, 5,5 miliardi “di cui 3 provenienti dal Fondo per il Clima” ha annunciato Meloni. Fondi che però, contestano le opposizioni e le associazioni della campagna Don’t Gas Africa, non possono essere utilizzati per obiettivi diversi da quelli stabiliti dagli accordi internazionali sul clima. “Non si possono usare quei soldi per realizzare un hub del gas, perché come è noto le fonti fossili sono responsabili della crisi climatica” spiega Angelo Bonelli di Alleanza Verdi Sinistra, in conferenza stampa. Piuttosto, è stata rilanciata una campagna per la cancellazione del debito dei Paesi africani, pari oggi a 1.100 miliardi di dollari. Contestata anche l’assenza al vertice della società civile africana, a discapito di una presenza fortissima di investitori, Fondo monetario internazionale e banche di sviluppo.

L’inizio della conferenza è stato preceduto da una cena di gala al Quirinale. “L’intendimento e l’auspicio sono quelli di poter realizzare, dopo il dialogo intenso avviato negli anni scorsi con le conferenze ministeriali Italia-Africa, un rapporto ancora più forte e strutturato tra il continente africano e il nostro Paese – ha detto il presidente Sergio Mattarella nel suo saluto agli ospiti –.  L’Unione europea è portatrice di una visione basata sul valore di un multilateralismo efficace, fondato su principi universali. Principi che l’Italia ha saputo tradurre nella costruzione di partenariati equilibrati e rispettosi dei diritti di ciascun popolo, secondo un modello che seppe bene interpretare un leader come Enrico Mattei, l’imprenditore che diede vita all’odierna Eni e uno dei protagonisti della lotta per la libertà del popolo italiano. Proprio per questo, attento sostenitore del percorso di indipendenza e liberazione dei popoli africani”.

19:39, 29 Gennaio 2024

Finito il vertice, Meloni assicura: il piano Mattei non è una scatola vuota

Si è conclusa la Conferenza Italia-Africa al Senato. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel suo intervento finale alla stampa, ha detto che l’evento “è stato un successo, ho riscontrato una concreta volontà da parte di tutti di scrivere una nuova pagina basata su una cooperazione strutturale lontana dall’approccio predatorio che per troppo tempo ha impedito all’Africa di progredire”.

Per Meloni “questo lavoro è solo all’inizio, questa la ripartenza di una stagione nuova da fare insieme. Penso che il perimetro della nostra collaborazione possa essere molto più ampio dei progetti pilota di cui abbiamo parlato oggi. Da oggi è essenziale che si riesca a fare in modo che da questo vertice sia abbiamo da subito seri risultati operativi”. La premier ha assicurato che “già dalle prossime settimane avvieremo una serie di missioni esplorative, nei paesi dei progetti pilota ma anche in altri che dovessero essere interessate a questo approccio. Non abbiamo una scatola chiusa da presentare, ma una idea da condividere e ci interessa capire se è un’idea condivisibile dai nostri interlocutori”.

17:47, 29 Gennaio 2024

Ecco: preoccupa l'assenza della società civile africana

 

Luca Bergamaschi, cofondatore e direttore del think tank indipendente sul cambiamento climatico Ecco, condivide molte delle critiche sollevate sull’incontro di oggi, e sul Piano Mattei in particolare: “manca la traccia sul clima aperta da Meloni alla COP28 – spiega Bergamaschi – Non si riconoscono le priorità energetiche, come supportare il continente ad uscire dalle fossili e come adattarsi agli impatti climatici alla radice anche della migrazione forzata e conflitti”. Inoltre “la presenza dominante dell’industria dell’Oil & Gas a scapito delle tante realtà industriali sostenibili manda un segnale opposto alla direzione indicata a Dubai e di una politica industriale e diplomazia ancorate nel passato che non riflettono la pluralità degli interessi”. Un’altra nota già rilevata da Recommon e dalle opposizioni è “l’assenza di rappresentanti della società civile africana e italiana e la natura a porte chiuse del vertice” che secondo il direttore di Ecco “non permettono di capire e valutare cosa vuole l’Italia e rischia di alimentare la sfiducia e la distanza tra cittadini e rappresentanti”. Insomma,  “ci sono più domande che risposte. Il G7 potrà aiutare a far luce sulla direzione e renderla più condivisa con i partner africani e gli alleati storici”.

16:09, 29 Gennaio 2024

Pichetto: l'Africa subsahariana rischia il 3% di Pil per il climate change

Il ministro per l’Ambiente e la sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha ricordato che per la Banca africana di sviluppo il cambiamento climatico potrebbe ridurre il Pil dell’Africa subsahariana fino al 3 per cento al 2050. “Il nesso energia-clima-sviluppo è quindi cruciale. E su questo l’Italia sta facendo la sua parte: il presidente Meloni ha già annunciato che all’Africa sarà destinato oltre il 70 per cento del Fondo italiano per il Clima (3 miliardi di Euro); e con i 100 milioni di euro annunciati a COP28, l’Italia è inoltre il primo  donatore del Fondo su “Perdite e Danni”. E sono davvero soddisfatto che, per la prima volta, su iniziativa della Presidenza Italiana, quest’anno l’Africa sarà una delle priorità settoriali del Gruppo di Lavoro Energia e Clima del G7″.

15:38, 29 Gennaio 2024

Recommon: società civile africana preoccupata dal Piano Mattei

Nella giornata di oggi, alla conferenza Italia-Africa, si è parlato molto di sicurezza energetica dell’Italia e per l’Italia, di lotta al terrorismo, di governare i flussi migratori. Ma quello che non è stato fatto, secondo Simone Ogno di Recommon, è stato “ascoltare le voci della società africana, in particolare della società civile africana, con i loro desideri, i loro bisogni. C’è molta preoccupazione per la povertà economica in cui vivono le popolazioni africane “dettate anche dall’attitudine predatoria di tantissimi gruppi industriali e finanziari in Africa, a cui spesso poi la cooperazione internazionale viene praticamente subordinata”. Simone Ogno, in conferenza stampa, ricorda che della cabina di regia del Piano Mattei “faranno parte anche le istituzioni di finanza pubblica italiana, tra cui ad esempio la nostra agenzia di credito all’esportazione, Sace” ovvero “il principale attore finanziatore di combustibili fossili in Africa e in tutto il mondo negli ultimi sei anni, operazioni legate all’agribusiness e alla vendita delle armi nel continente africano”.  

Tra i progetti italiani in Africa, le associazioni hanno ricorda gli interessi in gioco che i giacimenti di fonti fossili, specialmente il gas liquido, come in Mozambico e Cabo Delgado, “dove la presenza dell’Eni ha aumentato notevolmente la povertà sociale”, i progetti invasivi in agricoltura, come la trasformazione di oltre un milione di ettari in coltivazioni di biocarburanti in Paesi con alta malnutrizione e morte per fame, come Congo e Ruanda.  

14:51, 29 Gennaio 2024

Opposizioni e associazioni: meglio cancellare il debito

Le opposizioni, insieme a associazioni come Recommon, ActionAid Italia e la campagna  Don’t Gas Africa, alla Camera stanno presentando la campagna “Cancellare il debito dell’Africa: altro che Piano Mattei”. La proposta, alternativa e critica a quella presentata oggi in Senato dal governo nell’ambito della conferenza Italia-Africa, chiede la cancellazione dei 1.100 miliardi di dollari di debito dei paesi africani “che di fatto impediscono la messa in pratica di ogni piano di sviluppo”. Si chiede inoltre di portare i fondi per la cooperazione allo sviluppo allo 0,7 per cento.

15:20, 29 Gennaio 2024

Si possono usare i fondi per il clima per comprare il gas?

La presidente del Consiglio ha ribadito questa mattina che il Piano Mattei sarà finanziato anche con 3 miliardi di euro provenienti dal fondo per il clima. Fondo che però, contestano le opposizioni e le associazioni della campagna Don’t Gas Africa, non possono essere utilizzati per obiettivi diversi da quelli stabiliti dagli accordi internazionali sul clima. “Non si possono usare quei soldi per realizzare un hub del gas, perché come è noto le fonti fossili sono responsabili della crisi climatica” spiega Angelo Bonelli di Alleanza Verdi Sinistra, in conferenza stampa. Il Fondo italiano per il clima investe 840 milioni all’anno fino al 2026 per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico nei paesi del Sud del mondo.

14:11, 29 Gennaio 2024

In Kenya e Tunisia per l'export di energia

Per quanto riguarda il pilastro clima-energia, Meloni ha ribadito che “siamo stati sempre convinti che l’Italia  possa diventare un hub naturale per l’approvvigionamento, se usiamo l’energia come chiave di sviluppo per tutti”: l’obiettivo è “aiutare l’Africa a produrre energia sufficiente per le proprie esigenze e esportare l’eccesso, per soddisfare due necessità”. Qui tra i programmi in cantieri vengono citati lo sviluppo di una filiera di biocarburanti in Kenya che riguarderà potenzialmente 400mila agricoltori entro il 2027. “Ma per farlo servono infrastrutture di connessione tra i due continenti” come Elmed, il progetto che nel giugno 2023 la Banca mondiale finanziato con 268,4 milioni di dollari alla Tunisia.

14:08, 29 Gennaio 2024

Tutti i progetti del Piano Mattei in agricoltura

Capitolo agricoltura: per Meloni “le terre africane sono spesso inutilizzabili, dobbiamo fare in modo che la tecnologia le renda coltivabili”. Ma l’Italia non punterà solo sulla food security “ma anche sulla food safety, cibo di qualità per tutti, ed è fondamentale il ruolo della ricerca: ma non per produrre cibo in laboratorio in un mondo in cui chi è povero si potrà nutrire solo di cibo in laboratorio. Deve essere mantenuti il legame millenario tra uomo e terra”.

I progetti in piedi in questo ambito riguardano l’Algeria (monitoraggio satellitare sull’agricoltura), il Mozambico con un progetti di valorizzazione delle esportazioni di eccellenze locali, l’Egitto dove si sperimenteranno nuovi metodi di coltivazione  di mais e girasole, la Tunisia dove  si lavorerà per potenziare le strutture di irrigazione per 8mila ettari di terreno, in modo da rispondere alla siccità. Inoltre, ha annunciato la premier, in Congo verranno creati pozzi alimentati solo a energia pulita, e in Etiopia verrà incentivato un progetto di purificazione della acque.

13:48, 29 Gennaio 2024

Sanità, il primo progetto per l'accessibilità in Costa d'Avorio

Per quanto riguarda la sanità, la premier Giorgia Meloni ha annunciato che “la prima nazione alla quale ci rivogliamo è la Costa d’Avorio, pe migliorare la qualità e l’accessibilità ai servizi primari, soprattutto per mamme e per i più fragili”.

13:45, 29 Gennaio 2024

Piani Mattei, in Marocco e Tunisia i primi progetti su istruzione e formazione

Dal centro di eccellenza e formazione sulle energie rinnovabili in Marocco alle riqualificazioni delle scuole in Tunisia, passando per i progetti sulla salute per la Costa d’Avorio. La premier Giorgia Meloni, nel suo intervento di apertura dei lavori della Conferenza Italia-Africa per la prima volta ha delineato alcuni dei progetti pilota del Piano Mattei, che insistono sui 5 pilastri che compongono il piano stesso: istruzione e formazione, salute, acqua e igiene, agricoltura; energia, infrastrutture.

Per quanto riguarda istruzione e formazione” è un pilastro decisivo – ha detto Meloni – perché ogni intervento ha bisogno generare lavoro, che a sua volta ha bisogno di istruzione e formazione: per costruire ponti, strade, ospedali, servono competenze”. I primi progetti sono quelli in Marocco, per un grande centro di eccellenza per la formazione sul tema delle energie rinnovabili, mentre in Tunisia “porteremo avanti una riqualificazione infrastrutturale delle scuole, e scambi tra docenti e insegnanti”.

0:10, 29 Gennaio 2024

Von der Leyen: Piano Mattei si integra con il progetto di investimento europeo

“Il nuovo Piano Mattei rappresenta un contributo importante alla nuova fase della collaborazione con l’Africa, e si integra con il nostro Global Gateway Europe, il piano di investimenti europeo per il Continente da 150 miliardi di investimenti per l’Africa. Questo è semplicemente il team Europa per l’Africa: possiamo realmente fare la differenza nell’energia e nel clima, nelle competenze professionali, nel contrasto alle migrazioni illegali”.

Così la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen alla Conferenza Italia-Africa. “Oggi solo il 2% delle energie pulite sono convogliate verso l’Africa e considerato l’immenso potenziale è scoraggiante, mancano le infrastrutture ma insieme possiamo cambiare, vogliamo portare energia pulita a 100 milioni di persone che oggi non ne hanno accesso all’energia e questo porterà mutui benefici, attraverso l’esportazione.

11:56, 29 Gennaio 2024

Metsola: l'orologio del cambiamento climatico continua a battere la sua ora, serve uno sforzo congiunto

La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha subito risposto, indirettamente, al presidente della Commissione dell’Unione africana, spiegando che l’Europa “manterrà le promesse”. Metsola ha avvisato che “il mondo sta cambiando, 12 delle più veloci economie di oggi sono in Africa e il nostro approccio deve evolversi. Tutto ciò mentre l’orologio del cambiamento climatico continua a battere la sua ora: occorre uno sforzo congiunto, possiamo garantire una strada verso la prosperità salvando la nostra terra e i nostri diritti”.

E ancora: “dobbiamo essere onesti con noi stessi su dove possiamo migliorare: dobbiamo mantenere le promesse e colmare le lacune in termini di investimenti per infrastrutture, salute, sicurezza alimentare, e ci sono sfide che vanno oltre l’immediato”. Metsola aggiunge: “Sappiamo quanto è difficile rompere col passato del colonialismo e forgiare nuovi rapporti ma l’Africa ha tutto ciò che serve per essere la prossima potenza politica nel settore delle energie verdi. L’Europa ha una sfida per la fornitura di energia e l’Africa ha potenzialità per essere un fornitore di energia e terre rare. Possiamo crescere insieme”.

11:43, 29 Gennaio 2024

Unione Africana: basta promesse che non vengono mantenute

Arriva la prima bacchettata all’Italia, e all’Europa tutta, sull’approccio alle partnership fin qui pensate con l’Africa: il Presidente della Commissione dell’Unione Africana Moussa Faki Mahamat spiega infatti che “non ci possiamo accontentare di semplici promesse che spesso non vengono mantenute. L’Italia è il punto di arrivo delle migrazioni: abbiamo questo problema comune da risolvere ma non basta, la migrazione per noi è un dramma, pregiudica la dignità dei nostri paesi: la partnershp sarà sempre limitata finché non si arriverà a modificare la politica in maniera strutturale, a cambiare l’approccio alle migrazioni. Bisogno trasformare in prosperità le aree di povertà, e il nostro auspicio è che l’Italia voglia aprire una era nuova”.

11:36, 29 Gennaio 2024

L'Unione Africana: lavorare su sicurezza alimentare e fine delle guerre

Il Presidente dell’Unione Africana, Azali Assoumani, parlando di Piano Mattei ha detto: “Noi siamo a vostra disposizione per avere scambi su cooperazione benefica pe ambo le parti, basata sugli interessi economici dei nostri paesi” avvisando però che “è essenziale lavorare in sinergia, anche per porre fine ai flussi migratori spesso micidiali pe gli africani che non hanno speranze di vite migliore nei propri Paesi. Spero sia un summit utile per incoraggiare l’Italia nel contribuire agli sforzi per potenziare la sicurezza alimentare e trasformare i sistemi di produzione agricola in Africa”. L’Unione Africana si è anche raccomandata affinché la comunità internazionale “faccia il possibile per ristabilire la pace, sia in Russia che nel Medio Oriente e Mar Rosso, perché le guerre ci penalizzano molto”.

10:53, 29 Gennaio 2024

Iniziata la conferenza Italia-Africa

È iniziata ufficialmente la conferenza Italia-Africa, con il saluto introduttivo del presidente del Senato Ignazio La Russa, ospite dell’evento. Secondo La Russa “in quest’aula oggi si realizza l’incontro di culture e pensieri, di istituzioni ed esperienze, di visioni e speranze, certi che dal reciproco rispetto e dall’amicizia possano svilupparsi coerenti e solidi rapporti. Siamo accomunati dalla volontà di comprendere: capire in profondità i bisogni e le attese dei nostri popoli e capirci tra noi superando ogni superficiale approssimazione. Capire e capirci, perché non ci sia più indifferenza per le sorti dell’altro”.

 

11:18, 29 Gennaio 2024

Meloni: col Piano Mattei vogliamo dare alternative alla migrazione

“Abbiamo parlato spesso del diritto a emigrare, ma quasi mai di come garantire il diritto a non emigrare. L’emigrazione illegale non sarà mai fermata se non si affrontano a monte le ragioni per cui si affronta l’emigrazione. Vogliamo dare una alternativa fatta di lavoro, sviluppo e opportunità con il Piano Mattei, che potrà contare su 3 miliardi dal fondo per il clima e, 2,5 dal fondo per la cooperazione allo Sviluppo: ovviamente on basta, vogliamo coinvolgere istituzioni, banche di sviluppo e altri paesi donatori”. Così la premier Giorgia Meloni aprendo la conferenza Italia-Africa al Senato. “L’Africa che vediamo noi è soprattutto un paese che vuol stupire ma che ha bisogno di essere messo in condizioni di di parità di partenza”.
Meloni ha citato i 5 pilastri fondamentali che compongono il Piano Mattei, (istruzione e formazione; sanità; acqua e igiene; agricoltura; energia; infrastrutture) citando per ognuno alcuni dei progetti pilota in fase di avvio: un grande centro di eccellenza per la formazione sul tema delle energie rinnovabili in Marocco; la riqualifcazione infrasstrutturale delle scuole in Tunisia; il progetto per migliorare l’accessibilità e i servizi primari nella salute in Costa d’Avorio, insieme a diversi altri.

 

 

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