Karen Guggenheim. La felicità si impara e va esercitata ogni giorno

Perché organizzare un incontro internazionale dedicato alla scienza della felicità?Lo abbiamo chiesto all’organizzatrice di Wohasu, Karen Guggenheim.

Quest’anno, per la prima volta, il World happiness summit® (Wohasu) si svolgerà in un paese europeo, il nostro. L’incontro internazionale dedicato alla scienza della felicità, con i massimi esperti nell’ambito della psicologia, del benessere, della mindfulness, della sostenibilità e dell’economia,  si terrà infatti a Como, dal 24 al 26 marzo 2023. Il titolo di questa quinta edizione sarà “Connection“, ovvero connessione, a sottolineare l’importanza dei legami e delle reti sociali per la felicità e il benessere individuale e collettivo. Ma da quale intento nasce Wohasu? Da quali riflessioni e bisogni? Lo abbiamo chiesto a Karen Guggenheim, organizzatrice della manifestazione.

Da quale esigenza nasce WOHASU? A chi si rivolge?
Ho sempre pensato che la felicità fosse qualcosa di fortuito, che “ti accade”. Quando ho scoperto che invece si poteva apprendere e insegnare, ho deciso di dedicare la mia vita a promuovere la scienza della felicità e le sue applicazioni pratiche.
Il mio primo obiettivo è stato trasformare il dolore della dura esperienza della morte di mio marito in qualcosa di positivo, per la mia vita e quella degli altri. Così ho fondato Wohasu per organizzare il World happiness summit e diffondere quello che avevo imparato, per far sapere alle persone che la felicità si può apprendere. Wohasu parla a chiunque voglia diventare più felice e più sano, è una manifestazione per tutti. Le persone, le imprese, le scuole e persino le città e i paesi possono avvicinarsi alla scienza della felicità perché è fondamentale per tutti noi sapere che possiamo compiere delle azioni concrete per facilitare la connessione con gli altri e con noi stessi, e che queste producono effetti positivi fisici, mentali ed emotivi.

Karen Guggenheim
Un momento del World happiness summit 2022 © Wohasu

Il tema del 2023 è “Connection”. Perché avete scelto questo tema?
L’idea della connessione è nata dopo il lockdown dovuto al Covid, dopo essere stati disconnessi per così tanto tempo. Tornare a rivederci, connetterci nuovamente gli uni con gli altri è stato importante. Le persone hanno un bisogno naturale e biologico di connettersi tra loro. Ecco perché le relazioni sono il più grande indicatore di felicità. Il tema della connessione è anche correlato alla consapevolezza, quindi vogliamo anche parlare di connessione interiore: vogliamo chiederci ‘come ci sentiamo, quali risultati stiamo ottenendo, se siamo felici della nostra vita, cosa possiamo cambiare, ecc.’ Avere consapevolezza di sé significa che possiamo scegliere come agire e quali pensieri intrattenere abitualmente.

Come si svilupperà la tre giorni dell’evento?
L’edizione di quest’anno si svolge a Como. Soprattutto durante le pause e i momenti liberi, trascorreremo del tempo a visitare la città, ceneremo nei ristoranti locali e cammineremo lungo il meraviglioso Lago di Como. Ovviamente, l’ordine del giorno sarà fitto di incontri: i relatori di livello mondiale condivideranno le loro ultime ricerche sulla felicità e sul benessere, dando ai partecipanti l’opportunità di sviluppare una maggiore consapevolezza di sé.

Cosa si imparerà durante il summit?
L’obiettivo più importante del summit è che le persone capiscano che la felicità si può insegnare e apprendere. I partecipanti porteranno con sé da questa esperienza ciò che è rilevante per loro, perché siamo noi stessi gli ‘esperti’ della nostra felicità personale. Una volta che ne siamo consapevoli, allora possiamo agire per creare al meglio le vite che vogliamo vivere. Questi strumenti sono anche molto importanti per sviluppare la resilienza, assolutamente necessaria al giorno d’oggi.

Perché avete scelto la città di Como in qualità di sede del quinto summit? Qual è – se c’è – la “connessione” tra la città e la mission di Wohasu?
Fa parte della nostra missione diffondere la scienza del benessere e della felicità; organizzare questa prima edizione in Europa è una parte fondamentale del nostro operato, per promuovere queste ricerche relativamente nuove nel resto del mondo. Inoltre, spostarci è un modo per incontrare diverse comunità e imparare da tutti. Abbiamo scelto il Lago di Como perché è patrimonio Unesco e crediamo sia il luogo perfetto per il World happiness summit 2023. Il suo ambiente ispira un senso di stupore, è rilassante, e in un certo senso sviluppa la spiritualità. Saremo circondati dalla natura per migliorare il nostro benessere. La città, poi, si adatta perfettamente al tema della connessione, che è la chiave del benessere relazionale, sociale e ambientale. Sono infine molto orgogliosa che il mio primo libro sarà pubblicato in Italia il 14 marzo.

Karen Guggenheim
Karen Guggenheim al World happiness summit 2022 © Wohasu

Perché leader d’azienda, persone delle istituzioni, singoli cittadini dovrebbero seguire Wohasu? In che modo l’azione di WOHASU può avere un impatto concreto sulla società e sull’ambiente?
Come ho detto Wohasu è per tutti, per coloro che vogliono imparare la felicità consapevole, che vogliono capire come migliorare la propria personale ma anche quella lavorativa. Stiamo assistendo a grossi cambiamenti nel mondo del lavoro, ovunque: si riscontrano casi di disimpegno, logoramento, assenteismo. Stiamo anche iniziando a vedere gli impatti significativi che la pandemia ha avuto sulle persone. Dato che trascorriamo così tanto tempo al lavoro, dobbiamo creare ambienti in cui i dipendenti si sentano al sicuro e sappiano di essere importanti. Possiamo farlo attraverso i principi alla base della scienza della felicità. Il World happiness summit è strutturato come un viaggio di 3 giorni che illustrerà alle persone la scienza della felicità da una prospettiva economica a una prospettiva sociale, passando attraverso la psicologia positiva. Ci si potrà confrontare con persone da tutto il mondo per capire, insieme, come poter gestire le situazioni difficili della propria vita e non solo ‘sopravvivere’, ma imparare da esse. Vorremmo vedere i governi misurare il successo dei propri paesi oltre che con il PIL, anche attraverso la salute mentale della popolazione, l’istruzione, la sostenibilità ambientale e altri indicatori sociali chiave.

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