La prima volta dei Placebo

Questa sera si esibiscono i Nameshaker: una formazione rock nota in città. Ad aprire il concerto è stato chiamato un gruppo sconosciutissimo: i Placebo.

Londra, 23 Gennaio 1995. All’angolo che unisce i quartieri di Covent Garden e Strait, c’è un locale che offre musica dal vivo per gli amanti dei generi più duri: punk, hard core, heavy metal. Questa sera lì si esibiscono i Nameshaker: una formazione rock abbastanza nota in città. Ad aprire il concerto è stato invece chiamato un gruppo sconosciutissimo, un trio che si è formato meno di un anno fa.

 

Si chiamano Placebo e il nome è stato scelto proprio per quella occasione.

 

 

La performance è tutt’altro che impeccabile: tra microfoni che fischiano e amplificatori che gracchiano la band esegue una manciata di rumorosi inni al sesso e alle droghe. Eppure, il pubblico è come stregato da quella figura esile, androgina e provocatoria del cantante Brian MolkoMascara, capelli lunghi, smalto rosso, Molko ha un look diversissimo rispetto a quello proposto dalle star brit pop del momento. Un look che funziona e che comincia a esercitare un fascino crescente sul pubblico. 

 

Sino al momento in cui i Placebo vengono scelti per la competizione Unsigned The City arrivando tra i primi tre nonostante l’atteggiamento a dir poco spiazzante che Brian ha sul palco (simula un orgasmo, stride più che cantare, urla slogan politici). Ciò nonostante, le proposte dei talent scout fioccano.

 

Esattamente un anno dopo quel primo concerto al Rock Garden, la band festeggia l’uscita del primo singolo ufficiale: Come Home, che diventerà il brano di apertura dell’album d’esordio che si chiamerà proprio Placebo.

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