La potenza dei numeri

Invadono la nostra memoria e scandiscono l’alternarsi delle situazioni. Il nostro

Nel mondo materializzato di oggi dominato dalla scienza e dalla
tecnologia, i numeri fanno la parte del leone. Codici e cifre
rappresentano il nostro intimo e la nostra “ricchezza”. Soldi e
date, telefoni e pagine, problemi e risultati segnano il ritmo
della vita, il susseguirsi degli eventi. Tanto che l’aspetto del
calcolo della quantità è in fondo solo la punta
dell’iceberg. In effetti i numeri hanno su di noi una potenza
simbolica estrema e capillare. Per questo spesso fissiamo con
scrupolo la data delle nozze o quella in cui aprire l’impresa o
iniziare un’opera. Superstizioni o calcolo inconsapevole. il numero
sembra condizionare il destino che ci aspetta. I numeri sono
“evocatori di potenza” e la percezione di questo fatto da parte
nostra è istintiva.

All’origine della parola “numero” c’è una radice indoeuropea
“nem”, che vuol dire dividere ma anche assegnare. Questa doppia
definizione valorizza sia l’aspetto razionale, l’idea del dividere,
sia quello emotivo dell’assegnare. In genere il numero è
associato alla quantità, quindi al lato più materiale
e concreto del vivere, ma questa sola accezione è parziale,
non tiene conto della qualità, che si esprime come
“associazione a un qualcosa”.

Molte arti magiche usavano numeri (la Cabala, la Numerologia, la
Smorfia) assegnandogli delle qualità. Facciamo un esempio:
il numero 1, non è semplicemente l’unità di una
determinata cosa, ma anche simbolo dell’inizio e per successive
analogie viene associato alla forza creativa, alla trasformazione,
all’affermazione, alla penetrazione e alla fecondazione.

Il numero esprime identità e consequenzialità e anche
se astratto, alla nostra mente richiama sempre elementi concreti:
ricordi, sensazioni e immagini. Da qui la variegata associazione di
numeri ricorrenti con le nostre fortune e le nostre disgrazie. In
questo modo il destino viene collegato ai numeri, ma forse sarebbe
più giusto dire che il numero attraversa e supera il tempo.
Non importa stabilire un passato o un futuro, perché il
numero, oltre a “contare”, “contiene” il tempo. E’ un fantastico
ponte concettuale teso tra l’irrazionale e il razionale.

Francesco Aleo

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