La magia dell’Eroica, l’equilibrio perfetto tra passato e presente

La magia dell’Eroica, l’equilibrio perfetto tra passato e presente

In sella con Stefano Gregoretti alla scoperta delle strade bianche della celebre ciclostorica, tra natura, storia e passione per la bicicletta. Dove perdersi è un piacere.

Mappa Percorso Eroica 2019

Eroica – Carta d’identità

luogo e data di nascita: 5 ottobre 1997, Gaiole in Chianti

fondatore: Giancarlo Brocci

cos’è: una ciclostorica d’epoca

5 percorsi proposti: passeggiata Valle del Chianti 46 km, dislivello 709 m; percorso corto Gallo Nero 81 km, dislivello 1.560 m; percorso 100 Val d’Arbia 106 km, dislivello 1.737 m; percorso medio 135 km, dislivello 2.200 m; percorso lungo 209 km, dislivello 3.768 m; percorso permanente 209 km, dislivello 3.891 m

segni particolari
: tutela del territorio, cultura delle tradizioni enogastronomiche, lo stile vintage, il piacere del viaggiare con lentezza e la bellezza della fatica

altre residenze nel mondo
: Inghilterra, Sud Africa, Giappone, California, Spagna, Germania, Olanda

prima edizione
1997, 92 partecipanti

ultima edizione
2019, 8.200 partecipanti, iscrizione a numero chiuso.

1. La libertà della bicicletta e la bellezza del perdersi

Si sa, la bicicletta è sinonimo di libertà. Le due ruote da sempre regalano la possibilità di spostarsi lasciando alle spalle valigie troppo grandi, code troppe lunghe, voli troppo costosi, caselli autostradali e pompe di benzina troppo poco sostenibili per raggiungere una dimensione di viaggio necessariamente più lenta ed essenziale. In sella, in maniera agile ed ecologica, disegniamo il nostro cammino a colpi di pedali seguendo il ritmo del respiro, guadagnando un metro alla volta. Non abbiamo alternative, questo è il punto. Ci tocca fare fatica e appena prendiamo confidenza con questo stato fisico e mentale, cominciamo a frequentare con maggiore disinvoltura i nostri limiti, faticando e sudando per spostarli più in là, facendoci sedurre da salite sempre più ripide e sentieri sempre più impervi.

Fatichiamo ma siamo liberi e felici di farlo, mettiamola così. Non siamo masochisti ma cicloviaggiatori che godono della piena facoltà di mettere il piede a terra per fermarsi quando e quanto gli pare, per esempio per lasciare correre lo sguardo in un mare di colline verdeggianti o per mettere le gambe sotto ad un tavolo e godere di un succulento piatto.
Ma non è finita: in bici siamo liberi di perderci. Ed è così che inizia questo viaggio in Toscana, con la mappa del percorso dell’Eroica stretta tra le mani di un grande avventuriero – Stefano Gregoretti – e la voglia di andare alla scoperta delle meraviglie di questi territori anche uscendo del seminato, improvvisando e andando fuori traccia, facendosi guidare dall’istinto e dalla magia delle strade bianche.

L'Eroica 2019
L’Eroica 2019 ©Paolo Penni Martelli

Tutti sappiamo che errare è umano ma con Stefano Gregoretti – il maestro della nostra esplorazione – scopriamo che errare può essere anche eroico.

La bicicletta siamo noi, che vinciamo lo spazio e il tempo: soli, senza nemmeno il contatto con la terra che le nostre ruote sfiorano appena.

Alfredo Oriani

2. La magia delle strade bianche, il racconto di Stefano Gregoretti

Nell’arco di due giorni – utilizzando come punto di partenza e di arrivo il borgo di Montalcino – attraversiamo le zone in cui si svolge l’Eroica, la celebre manifestazione ciclostorica che da un lato ha portato tutto il mondo a riscoprire la poesia del ciclismo d’un tempo e dall’altro lato ha saputo interpretare e raccontare la bellezza e i valori di questi luoghi. Stefano Gregoretti – ultraranner e avventuriero – nell’intervista in podcast spiega che “in generale i ciclisti cercano le grandi salite come quelle dolomitiche o quelle dei passi dello Stelvio o del Gavia. In questi territori però non manca nulla: oltre ai panorami incantevoli troviamo percorsi adatti a tutte le gambe con vari itinerari, dai trenta fino ai cento o duecento chilometri. Ci sono dei veri e propri muri, dove la fatica viene distratta dalla bellezza di ciò che c’è intorno”. Le parole di Stefano contengono piacere e soddisfazione ed invitano a lasciarci sorprendere da questi luoghi: “C’è qualcosa di magico qui e si respira un grande senso di libertà. Mi sono affidato alla traccia del percorso più lungo dell’Eroica (209 km) per fare qualche digressione su percorsi alternativi, cercando di perdermi. In pratica ho utilizzato questa traccia come porta d’accesso per scoprire ciò che diversamente mi sarebbe stato precluso”.

Seguendo Stefano, pedaliamo così per circa duecento chilometri sulla traccia di quella che viene definita l’Eroica permanente, un percorso disponibile 365 giorni all’anno per tutti i cicloturisti. Durante la prima giornata ci dirigiamo verso sud-est arrivando alle terme naturali di Bagno Vignoni, per poi risalire fino a Siena dove facciamo tappa la prima notte. Durante il secondo giorno, invece, affrontiamo la parte nord dell’Eroica ovvero il Chianti, passando dai paesi di Radda, Gaiole e Brolio, per poi discendere di nuovo verso Montalcino. Col vento in faccia, spingiamo sui pedali nel silenzio delle strade bianche che in molti punti coincidono con la via Francigena, l’antico cammino che dal nord dell’Europa – più precisamente da Canterbury – portava i pellegrini a Roma.

Pellegrini sulla via francigena
Pellegrini sulla via francigena ©Paola Piacentini

Di tanto in tanto incontriamo viaggiatori solitari o in gruppo, per lo più a piedi con zaino in spalla e bastone in mano, tutti diretti verso la Città eterna. Il paesaggio è in continuo mutamento, come il cielo sopra la nostra testa. Domina il silenzio e l’impronta umana – quando presente – ha un sapore quieto ed antico.

La vera musica è il silenzio.

Miles Davis

In cima alle colline lambiamo castelli, abbazie, borghi cinti da mura medioevali. Siamo in valli considerate patrimonio dell’umanità dall’Unesco, titolo conferito nel 2004 alla Val d’Orcia per lo stato di conservazione del paesaggio, figlio di interventi intelligenti dell’uomo con attività di tutela e allo stesso tempo di valorizzazione di luoghi, cultura e tradizione. In questo senso l’Eroica gioca un ruolo importante poiché nasce proprio per tutelare le strade storiche, per tenere l’asfalto lontano e permettere ancora oggi di godere di una dimensione d’altri tempi che trova le sue radici nella cultura contadina. Questi elementi sono fondamentali per chi desidera fare cicloturismo e vuole muoversi in sicurezza. Lo stesso Stefano Gregoretti, notando il rispetto per i ciclisti in strada, sottolinea che “forse qui si è capito che una parte del turismo non è legata solo al Brunello, al Chianti, agli agriturismi o alla ricchezza storica e architettonica… c’è una fetta di turismo attivo da incentivare e proteggere e questo lo si fa con il rispetto da parte di chi guida verso le due ruote”.

Intervista a Stefano Gregoretti

3. Lo spirito eroico: intervista a Giancarlo Brocci, fondatore di Eroica

L’Eroica nasce il 5 ottobre 1997 dal gaiolese Giancarlo Brocci che per inseguire le sue passioni – ovvero la bici e la sua terra – lascia in fondo ad un cassetto la sua laurea in medicina e decide di lanciare il progetto del parco ciclistico del Chianti riconoscendo le potenzialità della zona adatta sia alla pratica sportiva che al cicloturismo. Durante la prima edizione i partenti ovvero i “cacciatori di sentimenti e forti emozioni a pedali” sono 92 mentre nell’ultima edizione targata 2019 – quella del 2020 non si è svolta per via dell’emergenza Covid – gli eroici in sella provenienti da tutto il mondo ammontano a 8.200. Afferma Brocci: “Spero che l’Eroica nel tempo sia cambiata soltanto nei numeri e che invece nello spirito sia rimasta la stessa, cioè l’espressione di valori primordiali, un atto di enorme passione per il ciclismo e la salvaguardia dell’ambiente, a partire dalla tutela delle nostre strade bianche”. È lui a tratteggiare lo spirito di questa manifestazione: “La nostra ciclostorica si rifà ad un tempo in cui attraverso le imprese dei ciclisti si raccontava l’epica del ‘900 fatta da eroi in cui si riconosceva il popolo tutto. Pensiamo a Bartali e Coppi e a quello che fecero per risollevare le sorti di un paese come l’Italia distrutto dalla guerra; le loro vittorie servirono a risollevare il morale, furono fondamenta della ricostruzione del paese. Noi abbiamo pensato di far rivivere quell’anima, quella radice che si stava perdendo e che apparteneva alle generazioni passate dei nostri padri e dei nostri nonni”.

Emblematico il titolo del suo ultimo libro: Bartali, l’ultimo eroico. L’uomo di ferro nato per il Tour. In questo testo fresco di stampa, Brocci omaggia il lato umano e sportivo del campione che conobbe da vicino. “Bartali ci insegna moltissimo, innanzitutto sul piano umano. Nessuno ha mai raccontato il gesto d’eroismo puro per cui rischiò la vita portando documenti nascosti nel tubo della sua bicicletta da Assisi a Firenze, documenti utili per dare un’identità italiana agli ebrei, evitando così loro la deportazione”.

Bartali, l'uomo eroico di Giancarlo Brocci
“Bartali, l’uomo eroico” di Giancarlo Brocci

Bartali salvò almeno ottocento persone e fino al 5 maggio del 2000, quando morì, nessuno ne seppe nulla. “Da qui il motto bartalianoʻle medaglie si appendono all’anima, il bene si fa ma non si diceʼdiventato ormai proverbiale. E poi è stato un campione ciclistico immenso. In età avanzata, dal ’46 al ’50, ci regalò il duello infinito ed entusiasmante con Coppi, il campionissimo, più giovane di lui di ben cinque anni. Bartali ci ha donato esempi di sportività eccelsa”.
Inutile dire che il tempo si ferma di fronte a queste narrazioni così dense di aneddoti e vissuti. Nelle parole del fondatore dell’Eroica ci sono le storie delle persone, con lui emerge il lato umano della bicicletta. Conclude Brocci: “La bicicletta per me è un’enorme dispensatrice di benessere. La testa in bicicletta recupera capacità di pensare; noi riusciamo ad apprezzare lentamente ciò che ci sta intorno: paesaggi, sapori, odori… ed è uno straordinario strumento di turismo. Lento e per questo ancora più bello!”.

Il bello del ciclismo è anche che, a ogni spanna del percorso, c’è un’opportunità, un’avventura, una storia da vivere o immaginare, da spurgare o espiare, da ricamare e tramandare.

Marco Pastonesi

4. Il Chianti, la Val d’Orcia e le Crete senesi. Tra abbazie, borghi medioevali e natura

Il percorso dell’Eroica si estende in aree geografiche differenti offrendo viste spettacolari che si trasformano gradualmente mentre ci si sposta. Ciò che colpisce è l’armonia del paesaggio: l’impressione è quella di pedalare dentro ad un quadro in cui la campagna è stata disegnata e lavorata con arte dalle mani di sapienti contadini. I segni rurali e urbani sono quelli di un popolo raffinato che con cura ha abitato questa terra. In bici è tutto un saliscendi dove la fatica del pedalare viene ripagata dalla bellezza che riempie gli occhi e l’anima. Le strade bianche e le piccole strade secondarie consentono di viaggiare nel silenzio e in tranquillità, in una dimensione che spesso e volentieri coincide con quella del cammino della Francigena. All’incanto dei luoghi si aggiunge il piacere dei prodotti di eccellenza da gustare e degustare con la giusta calma come ben si addice ad un viaggio slow.

Andando da nord a sud troviamo innanzitutto le distese boscose e verdeggianti del Chianti senese. Qui le colline si susseguono dolcemente ricoperte dai filari ordinati dei vigneti del Chianti classico. Oltre alle vigne troviamo boschi fitti o uliveti. In cima alle colline spuntano antichi borghi fortificati, castelli, monasteri o ville nobiliari a cui si accede percorrendo lunghi viali di cipressi. Dal punto di vista storico e architettonico meritano una menzione particolare i borghi di Radda in Chianti, Vertine -piccolo borgo con mura medioevali-, Gaiole, Castelnuovo Berardenga e l’imponente castello di Brolio, dove tra l’altro si affronta la prima salita importante del tragitto dell’Eroica classica.

A sud-ovest di Siena troviamo la zona della Val d’Orcia che è patrimonio Unesco. Anche qui attraversiamo paesaggi mozzafiato. All’orizzonte si fa notare il borgo di Montalcino per le sue torri e la fortezza, da cui si può osservare uno dei panorami più suggestivi della zona. Salendo lungo le cinta della fortezza, infatti, si possono scorgere le vette più alte della Toscana, ovvero l’Amiata, il Casentino e l’Abetone. Intorno al centro storico, scendendo lungo il colle, si incontrano alcuni dei vigneti più celebri del mondo, in particolare quelli del Brunello. Altri luoghi incantevoli da visitare nella zona sono San Quirico e Bagno Vignoni, entrambi situati lungo la via Francigena. In particolare Bagno Vignoni è una piccola stazione termale con una vasca enorme di acqua solforosa a 52° gradi che arriva direttamente da un vulcano vicino. La vasca risale al Cinquecento e si trova in piazza delle Sorgenti mentre non lontano dal centro storico troviamo delle terme naturali con una magnifica cascata: siamo ai Bagni San Filippo, dove si può fare il bagno tutto l’anno liberamente in una cornice naturale da favola.

La campagna toscana è stata costruita come un’opera d’arte da un popolo raffinato. È incredibile come questa gente si sia costruita i suoi paesaggi rurali come se non avesse altra preoccupazione che la bellezza.

Henri Desplanques

Le Crete Senesi sono sicuramente uno dei luoghi più suggestivi incontrati in questo viaggio. Si collocano nella zona a sud-est di Siena, ad un paio di chilometri dalla città in direzione della Val d’Arbia, dove si spalancano paesaggi di rara bellezza, unici per le loro caratteristiche. A differenza dei colli del Chianti qui il territorio si fa aspro e severo, con crete, rupi e profondi calanchi privi di vegetazione arborea. I colori dominanti sono quelli dell’ocra e delle sue sfumature. Di tanto in tanto lungo i profili di questi colli bassi e argillosi, si stagliano alberi solitari, pievi e le caratteristiche grance, ovvero fattorie fortificate risalenti al medioevo.

Le Crete Senesi
Le Crete Senesi ©Paola Piacentini

Consigliamo una tappa a Buonconvento – uno dei borghi più belli d’Italia dove si può visitare il Museo della Mezzadria che racconta la vita contadina di un tempo – ed una passeggiata ad Asciano con visita alla vicina Abbazia di Monte Oliveto Maggiore.

5. La Terra Eroica e i suoi valori. Intervista a Franco Rossi, presidente Eroica Italia

A Montalcino prima della partenza siamo accolti da Franco Rossi, presidente di Eroica Italia. Ci troviamo nel meraviglioso complesso di Sant’Agostino, un edificio duecentesco dichiarato monumento nazionale che grazie al lavoro di restauro è diventato spazio di condivisione culturale all’interno della città. Qui si affiancano attività museali, culturali e imprenditoriali. Non è un caso quindi trovare l’ufficio dell’Eroica incastonato tra il museo archeologico etrusco, la sede del Consorzio del Brunello e una scuola di architettura. Questo è il segno di un dialogo attivo tra le varie anime del posto e l’interesse a trovare punti di contatto tra innovazione e tradizione.

Franco Rossi ci racconta che “l’Eroica non è solo sport ma rappresenta un territorio e i suoi valori” e sottolinea il fatto che “in questo momento particolare – in cui la manifestazione non si è svolta a causa dell’emergenza Covid – si cerca di dare grande risalto alla parte emozionale dei luoghi intitolati Terra Eroica. L’Eroica quindi non significa solo andare in bicicletta ma anche vivere un’esperienza fatta di eccellenze come quelle del Chianti, del Brunello, delle produzioni biologiche di cereali e agricole”. A questo punto ci elenca una serie di produzioni da scoprire strada facendo e tra queste ricordiamo l’olio, lo zafferano, il miele, senza dimenticare il tartufo, specialmente quello bianco di San Giovanni d’Asso o i piccoli artigiani che producono per esempio pipe o formaggi.

L'Eroica 2019
L’Eroica 2019 ©Paolo Penni Martelli

“Queste terre sono ricche di racconti ma i racconti vanno vissuti, sennò non danno emozioni – aggiunge Rossi – e per questo l’Eroica vuole essere un’esperienza”. Prima di chiudere la nostra chiacchierata gli chiediamo che piatto potrebbe rappresentare l’Eroica e lui ci risponde che “se fosse un piatto sarebbe una ribollita, cibo tipico della civiltà contadina, alimento completo e semplice… ma insieme alla ribollita ci vorrebbe un bicchiere di vino!”.

Intervista a Franco Rossi

Montalcino, un paese così antico che suggerisce per la sua pace la notizia del quotidiano e il bisogno dell’essere, è un paese che ha una libertà endemica.

Alfonso Gatto

6. Gaiole in Chianti e la Bottega Eroica, il trionfo dello stile vintage

Passando per il centro di Gaiole in Chianti ci fermiamo alla Bottega Eroica, dove a fare gli onori di casa c’è Emanuele Nepi che sei anni fa ha deciso di cambiare vita lasciando il suo lavoro da falegname per dedicarsi totalmente a questo progetto. Qui trionfano un raffinato stile vintage e la passione per l’artigianato. All’ingresso siamo circondati da foto in bianco e nero, libri sul ciclismo, cimeli del passato e accessori degli anni ’60-’70-’80: lampade, vecchie tv e radio, un porta cambiali, giradischi, tazzine da caffè, ventilatori e un fustino di detersivo allestiscono un grande scaffale alle spalle del bancone. Alzando lo sguardo, appese lungo le pareti, vediamo diverse bici d’epoca mentre lungo i corridoi si può trovare tutto ciò che può servire per un look eroico: maglie in lana, guanti, calze, borracce, accessori. Emanuele ha sistemato questo spazio con le proprie mani utilizzando materiali di recupero. “Ispirato dall’Eroica che ha ridato vita ad un certo mondo del ciclismo, ho voluto fare lo stesso con gli oggetti e i materiali”. White Roads è il suo marchio per magliette in perfetto stile vintage… anzi potremmo dire hypster, sicuri di strappargli un sorriso complice.

Intervista a Emanuele Nepi – Parte1

Un giro in bicicletta è una fuga dalla tristezza.

James E. Starrs

Intervista a Emanuele Nepi – Parte2

7. Un cicloviaggio enogastronomico

Un viaggio in Terra Eroica coincide con un’esperienza enogastronomica non indifferente. Possiamo citare le note cantine del Chianti, del Nobile di Montepulciano e del Brunello di Montalcino ricordando la nostra sosta al podere Paradiso di Frassina, dove ci ha incuriositi la ricerca agronomico-enologica portata avanti all’interno della Vigna di Mozart. Qui tra i filari viene diffusa musica, non solo per il piacere degli ospiti ma anche delle piante che – secondo studi certificati da diverse università – traggono beneficio dalle frequenze musicali.

Oltre al mondo del vino, vogliamo ricordare le piccole aziende biologiche agroalimentari che producono per esempio cereali (farro, avena), legumi, zafferano, olio e miele. Montalcino da questo punto di vista vanta una tradizione antica di apicoltori celebrata nella Settimana del miele, uno dei principali eventi italiani del settore, mentre a Pienza si svolge la fiera del cacio, dove per cacio s’intende il pecorino. È lui il re della tavola, il formaggio tipico delle crete senesi che si consuma fresco o stagionato.

Vigna di Mozart
Vigna di Mozart
Cacioteca
Cacioteca

A tavola è un piacere incontrare i sapori d’un tempo derivanti da una cucina povera. Pensiamo ai pici (spaghettoni tirati a mano) conditi all’aglione (una varietà locale e rara di aglio di grandi dimensioni), alla ribollita, al pane sciocco (senza sale) usato per zuppe, crostini, bruschette o per la semplice fettunta, ovvero una fetta di pane abbrustolita strofinata d’aglio e condita con olio e sale. Altre specialità sono la panzanella e il minestrone con fagioli e cavolo nero. Infine ricordiamo i tipici dolci senesi dal carattere speziato, eredi di un’arte antica che si mescola con un’influenza mediorientale a base di miele, mandorle, spezie e canditi: il panforte, il panpepato, i ricciarelli, i tradizionali cantucci.

8. Curiosità: Trekking urbano a Siena

Nasce a Siena il trekking urbano, un modo alternativo di fare turismo dolce lontano dai circuiti più conosciuti. All’insegna della sostenibilità e dello stile “vagabondig” ci si muove in maniera più libera alla ricerca di angoli meno noti. Oltre ad essere un’attività che fa bene al fisico e alla mente, il trekking urbano fa bene alle città perché permette di decongestionare le zone più trafficate.
Sabato 31 ottobre 2020 si tiene la 17° giornata nazionale del trekking urbano. Sono 68 le città che hanno aderito quest’anno ed ognuna ha preparato degli itinerari da scoprire. La durata dei percorsi generalmente va da una a quattro ore.

Consiglio di lettura: Marco Pastonesi, La leggenda delle strade bianche. Piccolo omaggio alla polvere e al sudore degli eroi dei pedali, 2017, Ediciclo Editore, collana Piccola filosofia di viaggio. Un libro perfetto per il viaggio, sia per le piccole dimensioni che per l’ispirazione che ci regala la penna appassionante di Marco Pastonesi. Un omaggio alla poesia delle strade bianche e al mondo del ciclismo eroico.