L’ultimo concerto dei Mumford and Sons

Il recente problema di salute di Ted Dwance operato a qualche mese fa per un coagulo di sangue al cervello, portano i Mumford and Sons a prendere la drastica decisione

Bonner Springs, Kansas – Settembre 2013. Tutto esaurito questa sera al Cricket Wireless Amphitheater: migliaia di fan aspettano che Mumford and Sons salgano sul palco. Si prospetta una gran bella serata eppure l’atmosfera è strana: malinconia e tristezza sembrano predominare rispetto all’euforia che solitamente si respira ai concerti del gruppo di Wimbledon Chase.

 

Tutti, infatti, sanno che questa sarà l’ultima esibizione della band.  Sono passati solo sei anni da quando Marcus Mumford Winston Marshall, Ben Lovett e Ted Dwane hanno dato vita a Mumford & Sons. Il successo è stato immediato. Già con il primo EP Love Your Ground, il quartetto era partito per un tour che non ha mai avuto fine.

 

 

Lo stress delle interminabili esibizioni live, il successo che minaccia la vita privata di ognuno dei membri, il recente problema di salute di Ted Dwance operato a qualche mese fa per un coagulo di sangue al cervello, portano la band a prendere la drastica decisione. 

 

Così, qualche settimana prima dell’ultimo concerto, i fan leggono su Rolling Stone l’annuncio di Ben Lovett: 

“Staremo fermi per un bel po’ di tempo. Non sappiamo quanto. In questo momento vogliamo solamente tornare a uscire con gli amici, a vivere un periodo senza impegni o pressioni di alcun tipo”.
Eppure questi ragazzi avevano dimostrato di essere una vera e propria macchina da palcoscenico, dando il cento per cento in ogni loro show.

 

Questa sera il pubblico applaude un po’ di più quando le luci si spengono, ma i migliaia di seguaci del gruppo non l’hanno presa bene: tutto si sarebbero aspettati tranne che un ritiro dalle scene.

Ma come cantano i Mumford And Sons in I Will Wait, singolo dell’album Babel che neanche un anno fa ha vinto il Grammy come miglior album, anche a loro non resta altro che aspettare.

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