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Cassazione: fuorilegge il mais Ogm del Friuli

L’imprenditore friulano Giorgio Fidenato ha usato semi di piante biotech senza chiedere alla Regione il permesso di coltivarli, come invece impone la legge italiana che si aggancia alle norme europee di difesa dell’ambiente, quindi il mais transgenico da lui piantato è fuorilegge. Lo si legge nelle motivazioni della sentenza 11148 depositate oggi e relative all’udienza

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L’imprenditore friulano Giorgio Fidenato ha usato semi di piante
biotech senza chiedere alla Regione il permesso di coltivarli, come
invece impone la legge italiana che si aggancia alle norme europee
di difesa dell’ambiente, quindi il mais transgenico da lui piantato
è fuorilegge.

Lo si legge nelle motivazioni della sentenza 11148 depositate oggi
e relative all’udienza svoltasi lo scorso 15 novembre. Per questo
“è legittimo il sequestro preventivo del mais Ogm coltivato
senza la prescritta autorizzazione: secondo la disciplina
comunitaria è necessario verificare l’assenza di rischi per
l’ambiente”. Lo ha sancito la Corte di Cassazione respingendo il
ricorso dell’agricoltore, oppostosi al provvedimento del tribunale
monocratico di Pordenone che disponeva il sequestro del campo.

La terza sezione penale ha ricordato che “con il D.Lgs. 212/01
concernente la commercializzazione dei prodotti sementieri, il
catalogo comune delle varietà delle specie di piante
agricole e relativi controlli prevede che la messa a coltura dei
prodotti sementieri sia soggetta a una specifica autorizzazione che
mira a garantire i prodotti sementieri tradizionali dal contatto
con quelli geneticamente modificati e che questi ultimi non
arrechino danno biologico all’ambiente circostante, tenuto conto
delle peculiarità agro-ecologiche, ambientali e
pedoclimatiche”.

Il primo commento è della Coldiretti ed è molto
positivo: “E’ stata giustamente condannata una vera aggressione al
made in Italy, denunciata con forza dalla nostra mobilitazione
insieme alle associazioni ambientaliste e dei consumatorii. Occorre
ora valutare il giusto risarcimento dei danni al patrimonio
ambientale ed alimentare nazionale provocati dalla contaminazione
per la semina illegale”.

Nel febbraio 2010 il Giudice per le indagini preliminari di
Pordenone si era espresso per la distruzione del
raccolto
del campo di mais OGM stabilendo una multa di
25 mila euro per il suo responsabile. Il campo friulano, infatti,
non aveva l’autorizzazione per la semina prevista dal decreto
legislativo numero 212 del 24 aprile 2001 a cui va aggiunto il
decreto firmato nell’aprile 2010 dai ministri di agricoltura,
salute e ambiente che vieta espressamente di coltivare mais
geneticamente modificato del tipo MON810. Il 29 marzo 2011 il
Friuli Venezia Giulia diventa Ogm-free con una legge (vietate
semina e coltivazione) votata trasversalmente da tutte le forze
politiche. Nell’aprile 2011 a Fidenato il Corpo Forestale dello
Stato ha sequestrato campo, trattori, computer e conto corrente
personale: stava per seminare nuovamente Ogm.

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