Casa ecologica

Metrosexual o ecosexual. Leonardo DiCaprio e il colpo di pistola alla roulette russa

Leonardo DiCaprio ha dichiarato che, qualora sentisse il desiderio di sposarsi, la donna dei suoi sogni dovrebbe obbligatoriamente essere un’ecologista. Un perfetto esempio di dichiarazione ecosexual.

È bastata una battuta di Leonardo DiCaprio colta da Alessandra Venezia, durante la presentazione di Revenant – Redivivo, per fagli guadagnare sui giornali femminili e siti di gossip titoli come “Leonardo DiCaprio: ‘La donna che sposerò dovrà essere ecologista’”.

Ci conosciamo da più di vent’anni: mi dica qualcosa!
Posso dirle con certezza che la persona con cui starò sarà un’ecologista: non potrei mai vivere con chi non crede nel riscaldamento globale (ride).

Appassionato di arte contemporanea, Leonardo DiCaprio è nella lista dei primi 200 collezionisti del mondo, ed è anche lo scapolo più ambito di Hollywood: impossibile tenere il conto della sfilza di modelle bionde dalle gambe interminabili cui è stato legato; l’ultima è la venticinquenne Kelly Rohrbach, aspirante attrice, da poco archiviata. Prima c’erano state Bar Refaeli, Gisele Bündchen, Blake Lively.

Il fatto che DiCaprio, uomo interessante e ricco di passioni, abbia una sua beauty routine che gli permette di apparire sempre al massimo della sua forma, potrebbe far pensare prima di tutto a una sua nuance metrosexual.

Il significato di metrosexual

L’ampliamento del campo semantico in cui si gioca la partita del sesso come comportamento sociale ha avuto recenti, interessanti sviluppi. Nel 2004 Wikipedia ha accolto il neologismo metrosexual. Su urbandictionary.com nel 2010 lo si spiegava così:

Potresti essere metrosexual se:

1. Non puoi passar davanti a un negozio Banana Republic senza entrare a comprarci qualcosa.

2. Possiedi 20 paia di scarpe, mezza dozzina di paia di occhiali da sole così come di orologi da polso.

3. Vai da uno stilista, non da un barbiere, perché i barbieri non fanno i colpi di sole.

4. Le sai preparare le eggs Benedict per colazione e cucinare ricercati risotti per cena.

5. Indossi solo boxer Calvin Klein.

6. Ti radi non solo la barba. Usi esfolianti e creme emollienti.

7. Non sarai mai, mai, possessore di un pickup.

8. Non puoi immaginare un giorno senza i prodotti per i capelli.

9. Preferisci bere vino invece che birra, ma prima ti sinceri della casa vinicola e dell’annata.

10. Nonostante tu sia lusingato (e perfino orgoglioso) che i ragazzi gay ti puntino, purtuttavia pensi con repulsione a un rapporto intimo con un altro uomo.

Gli uomini con gusto e stile, che sanno parlare di moda, arte, cultura, sono sempre esistiti. La tecnologia ci sta consentendo di avere più tempo libero, e alcuni uomini scelgono di dedicarne quasi quanto le donne al loro look e all’estetica. Un metrosexual statunitense è in alcuni tratti simile al maschio medio europeo. In Francia e in Italia però gli uomini possono intendersene di automobili e nel contempo di arte o di moda senza destare sospetti. Sono considerati cool per questo, e non si avverte alcuna necessità di denominare in altro modo simili tendenze meno “mascoline”. In Usa pensiamo che gli uomini possano essere solo o stupidi gorilla, o omosessuali. Invece esistono le sfumature! Inoltre, gli uomini che bazzicano le vie della vanità o del romanticismo probabilmente sono amanti migliori delle loro donne.

Eggs Benedict: se gliele sai preparare, sei un po' metrosexual (secondo UrbanDictionary.com).
Eggs Benedict: se gliele sai preparare, sei un po’ metrosexual (secondo UrbanDictionary.com).

La metrosessualità è una figura che ha i suoi metrosex-symbol (James Bond), il suo programma tv (“Queer Eye for the Straight Guy” in cui una task force di esperti fa diventare un americano medio un perfetto e stiloso metrosexual), la sua satira (il cartoon “South Park”, stagione 7, episodio 8, in cui tutti i mariti di South Park s’atteggiano a sofisticatissimi effemminati, salvo poi causare le ire della comunità gay e l’insoddisfazione delle mogli che, in fondo, li preferiscono rudi e villosi).

In questo schema visivo, tra i metrosexual famosi possono riconoscersi Zac Efron, Ryan Seacrest, Dominic Monaghan, Jake Gyllenhaal e per sua stessa ammissione il cantante Tiga. Mike Greenberg, conduttore dello show radiofonico mattutino “Mike and Mike in the Morning” su Espn Radio ha addirittura scritto un libro su di sé, Confessions of a Metrosexual Sportscaster.

Con una celebre boutade, Alessandro Cecchi Paone nel giugno 2012 disse che nella Nazionale italiana di calcio “ci sono sicuramente due omosessuali, un bisessuale e tre metrosexual”. I tre metrosexual sono Sebastian Giovinco, Riccardo Montolivo e Ignazio Abate. Tra i calciatori metrosexual si dice si possano annoverare i nomi di David Beckham e Cristiano Ronaldo.

Ecosexual. Cosa può voler dire

Sulla scorta di queste escursioni paraboliche, chissà se le fonti d’informazione sono pronte ad accogliere il termine ecosexual. Lo si potrebbe proporre come neologismo riferito alle persone che abbracciano uno stile di vita sostenibile e sono decisamente orientate a scegliere il proprio partner in base alla condivisione di una gamma di preoccupazioni ambientali e di nuovi valori.

Sempre per gioco, potremmo proporre un quiz per capire se e quanto sei ecosexual.

1. Esibisci con orgoglio nella libreria o sul tavolo in salotto l’ultimo libro di Al Gore, in inglese.

2. Sai che climate porn è una discussione accalorata sul riscaldamento globale e non un film pornografico i cui proventi vanno al Wwf.

3. Scegli di festeggiare San Valentino col partner non con cartoncini a forma di cuore, bensì a letto, sotto le lenzuola di cotone bio.

4. Sei perennemente indeciso su da che parte buttare il Tetrapak mentre fai raccolta differenziata, e comunque ti rimane un filo di curiosità su come si ricicla.

5. Passeresti volentieri una domenica mattina a progettare dove mettere la compostiera in giardino.

6. I tuoi film preferiti sono quelli di David Attenborough.

7. Hai esultato alla notizia del fallimento dell’Hummer, l’idea di uscire su un Suv ti ripugna e guardi in cagnesco quelli che ci girano in città, soprattutto per come parcheggiano.

8. Quando ricevi ospiti, ti premuri di sintonizzare di là con nonchalance come sottofondo uno dei canali del National Geographic Channel, per far vedere che li stavi vedendo.

9. Ti piace il seitan.

10. Come regalo vorresti ricevere non rose, neanche piante verdi, bensì uno splendido cactus che emette ossigeno senza richiedere d’essere annaffiato.

In altri termini: “Ero allibita – si leggeva in un’intervista del San Francisco Magazine a una ragazza definita ecosexual nel numero di novembre 2006 – Suv, costoletta di maiale e dolcificante nel caffè? Ho passato tutto il pasto in silenzio. Decisamente, era il primo e ultimo appuntamento tra noi”. Degli ecosexual si sono già occupati anche E-magazine e treehugger.com. Si cerca di mettere a fuoco questa nuova categoria di persone che scelgono i loro appuntamenti e i potenziali partner tra persone basandosi sull’uso o meno di cosmetici cruelty-free, sul regime alimentare, sulle vertenze etiche, sugli indizi di una più ampia condivisione di valori.

D’altronde, è ovvio che i più promettenti incontri siano quelli tra persone i cui interessi si incrociano. Se in questa definizione includiamo gli ambientalisti, i volontari delle organizzazioni protezioniste o del commercio equo-solidale, i creativi culturali, i vegetariani, gli imprenditori della green economy, i consumatori di cibo da agricoltura biologica, le persone interessate allo yoga, all’omeopatia e alle terapie complementari, il dato di fatto è che il loro numero è in irrefrenabile aumento, così come la ricchezza economica generata dai loro settori.

In questo clima, essere ecosexual è contemporaneamente una tendenza, un’inclinazione, un gusto, un’urgenza, anche una moda e un valore in sé. Come tale, tende a diffondersi in un variegato affinity group. La voglia di condividere la propria visione con qualcuno si fa impellente, a maggior ragione con la persona con cui ci si spoglia (anche in senso materiale), con cui si parla, ci si confida, con cui forse a un certo punto si decide di unirsi.

Non si sogna più il cavaliere azzurro, quindi, bensì quello verde

Si trova online un piacevolissimo manualetto per eco-single, L’amore al tempo della green economy, con istruzioni, regole e consigli per aiutare a incontrare, sedurre e coltivare un amore vero e verde. Lo ha pubblicato il sito greenme.it dopo aver raccolto una caterva di click con un primo specialino sull’ecosesso. La guida è stata scritta con stile frizzante e ironico da Fiammetta Scharf, autrice del romanzo Il teorema di Cyrano, e ha inizio con un’importante e condivisibile asserzione valoriale:

La scelta di vivere green è più di una semplice preferenza. È una filosofia complessa, un modo di confrontarsi con la realtà che presuppone alcuni punti fermi. Apprezzare alcune diversità caratteriali è nobile e intelligente. Improntare una storia d’amore con qualcuno che non rispetta i vostri valori profondi è come mettersi a giocare alla roulette russa. Prima o poi, un colpo mortale parte. Cercate di capire ciò che per voi è davvero fondamentale. Non ci sono parametri o idee giuste. Varia di persona in persona. Alcuni vegetariani non hanno problemi ad avere compagni onnivori, mentre ad altri il fatto che il proprio partner cucini fischiettando un pezzo di carne di animale provoca rabbia e disgusto. Guardatevi dentro e cercate di capirvi, senza giudizi. Se per voi la bici è una ragione di vita, cercate di trovare qualcuno che non usi il Cayenne anche per andare dal salotto al bagno. Quando avrete capito a che tipologia green state puntando, vi sarà più facile trovare la persona giusta. Una persona che, a prescindere dalle proprie peculiarità, sulle famose tre erre (ridurre, recuperare, riciclare) ha comunque incentrato il proprio stile di vita. E sulla quale ora voi dovete concentrare la quarta erre: ‘rimorchiare’!

Sempre più persone ricercano una diversa qualità della vita, un nuovo benessere, e arguibilmente reputeranno importante nella scelta del partner la condotta di vita e i valori. Un compagno con cui condividere incontri, feste, partecipazioni a viaggi ed eventi. Con cui, chissà, sognare – come fa Leonardo DiCaprio – una vita in comune improntata alla sostenibilità.

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