Miti, leggende e realtà. Le tortore

Ecco perch

“Due tortore, maschio e femmina, vivevano insieme da molti anni in una casetta di legno che il contadino aveva fatto apposta per loro. Volavano, mangiavano, dormivano senza mai lasciarsi; erano davvero una coppia felice. Durante la stagione degli amori, molti maschi di passaggio avevano cercato di conquistare quella bella femmina sfidando il suo compagno, ma lei gli era rimasta sempre fedele anche quando, in qualche zuffa, egli aveva avuto la peggio. Quella mattina la tortora si accorse subito che qualcosa non andava: il suo sposo aveva le piume arruffate e non riusciva a reggersi sulle zampe. Sta male, disse la tortora, e volò nel bosco in cerca di erbe medicinali. Quando tornò, la casetta di legno era vuota. Il suo compagno era morto e il contadino lo aveva già messo sottoterra. La tortora pianse a lungo, in silenzio; e quindi fece un voto di perpetua castità, e di non posarsi mai su un ramo verde e di non bere mai più acqua chiara”. (Leonardo da Vinci da Leggende: Castità H. 12r.)

Le tortore (o colombe) sono monogame

I colombi sono animali tipicamente monogami. Anche la cova e le successive cure parentali sono equamente distribuite fra il maschio e la femmina. Il forte legame tra la coppia viene quindi spesso erroneamente associato ad una fedeltà dettata, in termini troppo umani, da un amore che dura tutta la vita. Quella di passare tutta la vita con lo stesso partner è per i colombi, come per molti altri uccelli (ma non solo) una scelta di convenienza: tutte le femmine di uccello sono molto esigenti nel scegliere il maschio con cui accoppiarsi e la scelta cade sempre sul più forte, quello che può assicurare figli sani e robusti, in grado a loro volta di mettere al mondo altri esemplari che assicureranno la continuità dei propri geni. E, se i geni sono buoni, per diffonderli il più possibile conviene avere molti figli. E le femmine dei colombi col loro comportamento sembrano dire: “Ho trovato il compagno giusto, perché cambiarlo?”.

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