Oxford University: si è meno razzisti se si vive in aree di etnia mista

Basta vivere in quartieri multietnici per diventare più tolleranti. Senza accorgersene. Lo sostiene uno studio della Oxford University.

Sono i quartieri delle città ad acuire il razzismo? Uno studio condotto dalla Oxford University afferma che vivere in aree con una maggiore varietà etnica rende le persone molto più tolleranti, senza che se ne accorgano. È stato registrato l’emergere di una forma comportamentale definita “tolleranza passiva”. Anche persone con pregiudizi razziali molto forti e che affermano di non volersi mischiare volentieri ad altri gruppi etnici, diventano più tolleranti nel contesto di determinate griglie urbane. I dati suggeriscono che il solo vedere stranieri bianchi interagire “positivamente” con minoranze etniche può avere l’effetto di ridurre il pregiudizio razziale.

 

Il suggerimento dei ricercatori, rivolto a governi, amministratori locali e urbanisti, è di creare “quartieri più armoniosi” incoraggiando diversi gruppi etnici a convivere. Così potrebbe attenuarsi il sentimento di diffidenza verso gli stranieri e addirittura la propensione al razzismo: semplicemente abitando in zone etnicamente molto miste.

 

Lo studio internazionale condotto dalla Oxford University ha infatti svelato che i bianchi tendono a sviluppare una “tolleranza passiva” nei confronti delle minoranze quando vivono in zone miste, come ad esempio il centro di Londra, anche se non hanno alcun contatto diretto con queste. Lo studio, realizzato da Miles Hewstone e colleghi, è stato pubblicato sulla rivista Pnas, gli annuari della scienza americani, e si basa sui risultati interlacciati di sette diversi studi condotti in Inghilterra, Europa continentale, Stati Uniti e Africa tra il 2002 e il 2011. I risultati mostrano che le persone con forti pregiudizi, semplicemente vivendo in aree di etnia mista, diventano sempre più tolleranti man mano che passava il tempo.

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