La musica curativa di Brian Eno: come guarire attraverso la musica

Brian Eno

È il 1978 quando Brian Eno definisce in un album un nuovo stile di musica che si era per anni preparato a produrre. Il 1978 è, infatti, l’anno di uscita di Ambient 1: Music for Airports, album emblema e primo sforzo cosciente di produzione di musica ambient (termine tra l’altro coniato dallo stesso Eno) creata per migliorare l’esperienze di attesa negli aeroporti.

Copertina del disco di Brian Eno "Ambient 1: Music for Airports", pubblicato nel 1978 dalla Polydor Records. Sulla scia di quel disco, ora Brian Eno si dedica al suo progetto di musica curativa negli ospedali.
Sulla scia di “Ambient 1: Music for Airports”, ora Brian Eno si dedica al suo progetto di musica curativa negli ospedali. Cover Art ©Brian Eno.

L’idea del progetto era venuta in mente all’artista qualche anno prima quando, costretto da una lunga attesa in un aeroporto tedesco, si era reso conto di quanto fosse deprimente la musica che veniva trasmessa nei terminal. Ambient 1 diventa il tentativo di rendere più piacevole l’attesa e, anzi, proficua perché tenta di trasmettere la calma necessaria a placare il nervosismo per l’attesa e per il volo.

Ecco come la musica può diventare curativa

A distanza di 35 anni Brian Eno è pronto a una nuova sfida: portare la sua musica curativa negli ospedali. Proprio in questi giorni, infatti, il polistrumentista, musicista e artista sta portando due nuove installazioni sonore nell’ospedale Montefiore ad Hove nell’East Sussex.

La prima, 77 million paintings for Montefiore, è situata nella zona della reception dell’ospedale: installazione di luce e musica generativa (che impiega, cioè, un sistema elettronico per cui i suoni sono in continua evoluzione e non si ripetono mai). La seconda, la Quiet room for Montefiore, consiste in uno spazio collocato al piano terra creato appositamente per pazienti, visitatori e personale medico come luogo di “fuga” dove ritirarsi a pensare o semplicemente per rilassarsi ascoltando musica curativa.

Il progetto è stato fortemente voluto da Robin Turner, chirurgo dell’ospedale, dopo che la moglie aveva passato due ore immersa nella tranquilla serenità di uno degli impianti prodotti proprio da Brian Eno. L’ospedale ha convenuto con il chirurgo che un impianto sonoro e musicale adatto potesse avere un effetto di benessere su personale e pazienti, appoggiando la proposta.

La musica curativa nel processo di guarigione

L’ospedale Montefiore è un ospedale all’avanguardia come pochi ne esistono: è stato progettato da architetti specializzati dell’IBI Nightingale che basano i propri studi sulla convinzione che un giusto ambiente di guarigione non sia solo quello dato da tecnologie avanzate o da spazi pensati e costruiti per le procedure chirurgiche, ma anche quello in cui i pazienti si sentono in grado di rilassarsi abbastanza da pensare di prendere adeguatamente parte al processo di guarigione di se stessi.

Ed è per questo che la musica curativa di Brian Eno potrebbe presto essere portata anche in altri ospedali.

Immagine di copertina: Brian Eno e una delle sue ultime installazioni “77 Million Paintings” © Sergio Dionisio/Getty Images .

Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

L'autenticità di questa notizia è certificata in blockchain. Scopri di più
Articoli correlati
10 artisti impegnati per l’emergenza climatica

La presa di coscienza della tematica ambientale nella musica risale all’aprile del 1970, con la nascita negli Stati Uniti dell’attuale movimento ambientalista e l’istituzione della Giornata della Terra dedicata alla natura e alla conservazione. Il primo inno rock ambientale moderno è quello della cantautrice canadese Joni Mitchell, che nella canzone Big yellow taxi parla di “pavimentazione

sponsorizzato da Opel
David Byrne chiede scusa alle donne

In occasione dell’uscita il 9 marzo del suo ultimo album, David Byrne ha fatto pubblica ammenda per non aver chiamato alcuna artista nella realizzazione del disco, a cui hanno invece partecipato 25 tra musicisti e produttori. Molti di questi sono amici e collaboratori di una vita, come Brian Eno, altri sono nuovi compagni di avventura.

Come suona la musica del futuro, tra intelligenza artificiale e sensibilità umana

Creare arte e comporre musica grazie a reti neurali artificiali e algoritmi, ma con la stessa sensibilità di un essere umano, non è più utopia. Quando pensiamo all’intelligenza artificiale, il più delle volte la associamo alle attività in cui gli uomini possono facilmente essere rimpiazzati dalle macchine: nei lavori manuali, in quelli che richiedono calcoli

Brian Eno sonorizza il padiglione del Regno Unito a Expo 2017

Esplorare il passato, il presente e il futuro dell’energia attraverso la musica. Questa la sfida raccolta dal produttore Brian Eno, autore del paesaggio sonoro che dal 10 giugno animerà il padiglione del Regno Unito a Expo Astana 2017, in Kazakistan. Eno ha composto un brano continuo che accompagna i visitatori del padiglione nelle diverse aree

Lettera aperta di Brian Eno sul conflitto israelo-palestinese

Sul sito ufficiale di David Byrne è stata pubblicata, con data 28 luglio, una nota scritta dall’amico e collaboratore Brian Eno dal titolo Gaza and the loss of civilization. Dall’introduzione si scopre che la lettera era stata inviata da Brian Eno per email come riflessione privata, ma David Byrne ha deciso di rendere pubblica quella che

Brian Eno, dai Roxy Music alla musica Ambient

Oggi Brian Eno compie 66 anni. Il suo curriculum è talmente vasto che di certo un post non potrebbe rendergli giustizia: la brillante carriera solista tra sperimentazione ambient e avanguardia, le collaborazioni con gli amici di sempre Robert Fripp e David Byrne, la produzione geniale dietro a capolavori immortali come Heroes di David Bowie, Remain In

10 nuove canzoni messe in onda: aprile 2014

Hurray For The Riff Raff – Good Time Blues (An Outlaw’s Lament) – Small Town Heroes   Lucius – Go Home (Wildewoman)   S. Carey – Creaking (Range of Light)   Lykke Li – No Rest Fot The Wicked (I Never Learn)   Sharon Van Etten – Taking Chanches (Are We There)   SZA –

The Joshua tree, il più grande successo degli U2

Uscito il 9 marzo 1987 per la Island Records, The Joshua tree raggiunge la prima posizione delle classifiche britanniche pochi giorni dopo, il 21 marzo seguente. Gli U2 centrano così il loro terzo primo posto dopo lo straordinario successo di The unforgettable fire (Island, 1984) – l’album della consacrazione internazionale – e War (Island, 1983).   Grazie all’aiuto in studio