Ponderatezza ed equilibrio nella dieta

Prendere la strada del buon senso, anche nel campo dell’alimentazione, porta ad una crescita e ad una maturazione interiore, soprattutto quando si sostituisce all’etica della convinzione quella della responsabilità.

Per essere veramente “sana e naturale” la giusta alimentazione deve
rispettare le esigenze varie e composite dell’organismo – di
carboidrati quanto di proteine, di lipidi e di vitamine, per
intenderci – in vista del delicato equilibrio su cui ogni fenomeno
della vita si compone.
Il pericolo che può sortire l’accettazione acritica ed
inflessibile di qualunque regime (alimentare e non) non è
solo quello di generare disordini biochimici all’interno del nostro
organismo, quanto quello di farsi impedimento di una crescita.

Corretta alimentazione significa possibilità di riprendere
contatto col proprio corpo, dialogando con esso, con le sue
esigenze e le sue necessità, pronti ad ascoltare i messaggi
di una conoscenza antica, già viva dentro di noi.
Chi decide di crescere deve saper riconoscere, in ogni regola che
si impone, la sua funzione educativa, naturalmente più
nascosta e difficile da scorgere, al di là e ben oltre i
“vantaggi” più apparenti.

Perdere peso, per la persona consapevole, deve potersi tradurre in
trovare il “proprio” unico.. Partire da se stessi e arrivare alla
dieta “giusta” dunque e non, nel senso inverso, da indicazioni
astratte e impersonali per soddisfare specifiche necessità
spesso estetiche. Anche una abbuffata di tanto in tanto può
essere utile: soddisfa il palato, permette di allontanare la
tristezza e può aiutare a riconoscere lo squilibrio,
attraversarlo ed, eventualmente, evitarlo o correggerlo.

La vera saggezza non porta ad ostinarsi sugli estremi ma neanche ad
irrigidirsi nell’immobilità di una sterile “via di mezzo”;
anzi: vera arte della via di mezzo è quella che presume una
precedente frequentazione, e quindi conoscenza, degli opposti che
la determinano e insegna non a librarsi oltre ma, piuttosto, a
dribblare fra di essi.
La strada del buon senso e della criticità dovrebbe comunque
sempre fare da guida, soprattutto laddove ci si impone (o, meglio,
propone) delle scelte particolari: e quanto mai nell’ambito della
condotta alimentare dove il rischio di creare squilibri, diversi da
quelli che si vorrebbero evitare, è tutt’altro che
trascurabile.

Attenzione dunque: i rigorismi in fatto di alimentazione possono
costare cari anche ad un organismo forte e in buona salute.

Loredana
Filippi

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