StanzaScirocco Il puntaspilli

StanzaScirocco Il puntaspilli Cara LidiaMia, stamattina sull’isola c’è una quiete irreale, come se tutto fosse rinato durante la notte dopo il vociare del vulcano e la strana chiacchierata che ho fatto con il nuovo ospite.

StanzaScirocco Il puntaspilli


Cara LidiaMia,
stamattina sull’isola c’è una quiete irreale, come se tutto
fosse rinato durante la notte dopo il vociare del vulcano e la
strana chiacchierata che ho fatto con il nuovo ospite.
Ieri sera dopo la cena alla Garibaldi io e Guglielmo siamo rimasti
in cucina a parlare un po’.
E’ rimasto molto colpito dalla mia storia, dice di non aver mai
“avuto l’onore di conoscere un uomo senza memoria”, perchè
per lui l’assenza di memoria è un’opportunità. Una
chance che la vita mi ha concesso, forse per ricominciare…
Gli ho raccontato anche di te, trovando il coraggio di slegare per
qualche istante il nodo che la tua assenza mi ha lasciato
dentro.
Siamo rimasti in silenzio per molto tempo dopo il mio racconto. Ad
un certo punto Guglielmo si è alzato ed è tornato
poco dopo con il suo portatile.
“Posso farle vedere una cosa?” mi ha chiesto. “Certo” ho
risposto.
Sul monitor del suo portatile è apparsa una fotografia
strana. La Terra, vista dallo spazio, come un puntaspilli piena
zeppa di aghi bianchi. “Non capisco, cos’è?” gli ho
chiesto.
“Vede gli aghi bianchi che escono dalla superficie della Terra?
Bene, quelli sono computer. Il mondo è pieno di questi
computer e un giorno ho conosciuto una persona che li voleva usare
tutti. Si chiamava Svetlana, era russa e faceva la spammer. Mandava
ogni giorno milioni di email a tutto il mondo, centinaia di milioni
di email per vendere cose inutili a sconosciuti. Io lavoravo per
lei e contribuivo a far crescere il numero di email da
spedire”.
Ad un tratto LidiaMia, Guglielmo si è interrotto. Ha chiuso
il suo portatile di scatto, “Devo smetterla!” ha detto e se ne
è andato di scatto.

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