StanzaScirocco Le ombre del viso

StanzaScirocco Le ombre del viso. Cara LidiaMia, il nuovo ospite qui a Casa dei Venti, Matteo Corona, il giudice di Perugia questa mattina sembrava aver cambiato umore…

StanzaScirocco Le ombre del viso


Cara LidiaMia,
il nuovo ospite qui a Casa dei Venti, Matteo Corona, il giudice di
Perugia questa mattina sembrava aver cambiato umore. Sorridente e
ciarliero mi ha fatto un mare di complimenti per la meravigliosa
vista dalla terrazza, per come ha dormito bene nella sua stanza e
per come è arredata con gusto Casa dei Venti… “Ma quello
è un tappeto molto prezioso” mi ha detto mentre rientrava
dalla terrazza
“Sì, è vero, è un tappeto appartenuto alla
nonna della proprietaria di questa locanda, ha anche una lunga
storia…” gli ho risposto. Mentre continuava ad osservare il tuo
tappeto LidiaMia, ho rivisto quello sguardo severo, quello di ieri
sera, come un’ombra, prima leggera e poi sempre più
marcata… “Lo prende un caffè?” gli ho chiesto per evitare
nuovamente di cadere in quel silenzio
“Sì grazie, dicono che Lei fa un caffè davvero
speciale”
“Non pensavo di essere famoso per il mio caffè, comunque
grazie, ma prima lo beva…” gli ho risposto.
Non sono riuscito a capire chi gli abbia raccontato la storia del
caffè, ma ho notato che quest’uomo è attraversato da
ombre. Ombre che gli si poggiano in viso e ne modificano i tratti.
Come quelle nuvole cariche in cielo che si riflettono sul mare. E’
successo un paio di volte mentre sorseggiava il caffè e mi
raccontava qualcosa della sua storia.
Mi ha detto di essere in vacanza, una vacanza molto lunga, “la
chiamano pensione” ha aggiunto.
E poi ha proseguito dicendomi “Una carriera come giudice a Perugia,
una vita, altro che carriera… Giornate e giornate a giudicare, a
procedere negli atti, ad ascoltare, a valutare, a fare dell’etica e
della sensibilità un mestiere onesto, un mestiere che fosse
da esempio, ore ed ore ad analizzare, a riflettere seriamente su
ogni sentenza, giornate piene di paura e di rabbia e giornate piene
di forza e di resistenza…. e poi un bel giorno una lettera, una
lettera di allontanamento. La giustizia che si rivolta contro se
stessa per gli interessi di pochi, molto pochi… Ma che vuole
farci, forse era davvero arrivato il momento della pensione…”
Le sue parole LidiaMia, mi hanno colpito. Io conosco la sensazione
di un’ingiustizia che si avvera nella tua vita e contro la quale
non puoi farci a, conosco quella sensazione di essere in trappola,
di non saper più distinguere il vero dal falso… Il mio
naufragio è il manifesto di quell’ingiustizia, piovuta
dall’alto, e la mia perdita di memoria è il significato puro
di una circostanza inevitabile.

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