StanzaScirocco Pensieri, stesi all’aria

StanzaScirocco Pensieri, stesi all’aria LidiaMia, Il signor Ghedy, l’ex camionista che lavora nel museo in Niger, anche stamattina non si è visto. E’ arrivato, senza far rumore come ieri, sulla terrazza di Casa dei Venti, nel pomeriggio tardi. Non ha scritto niente oggi, si è però messo a fischiettare e quando mi ha visto arrivare

StanzaScirocco Pensieri, stesi all’aria

LidiaMia,
Il signor Ghedy, l’ex camionista che lavora nel museo in Niger,
anche stamattina non si è visto. E’ arrivato, senza far
rumore come ieri, sulla terrazza di Casa dei Venti, nel pomeriggio
tardi.
Non ha scritto niente oggi, si è però messo a
fischiettare e quando mi ha visto arrivare a stendere i panni si
è interrotto, così ho deciso di continuare io.

E’ stato uno strano discorso sai? Quando smettevo io, cominciava
lui. Quando smetteva lui, cominciavo io. Ricordo di aver letto da
qualche parte che questa cosa si chiama “creare il rapporto”,
imitando i gesti dell’altro senza che l’altro se ne accorga, stando
così sulla stessa frequenza. Non ricordo però di aver
mai letto che il rapporto si potesse creare fischiettando arie
completamente diverse litigando nel frattempo con un terrier
maculato che ha paura dei panni stesi. E così dopo aver
convinto Prospero che non c’era niente di cui preoccuparsi, ho
offerto al nuovo ospite un bicchierino di limoncello, quello di
Donna Incoronata, e mi sono seduto accanto a lui.

Il nuovo ospite, il signor Ghedy ha gradito il bicchierino….
“Questa è la seconda volta che bevo qualcosa di alcolico” mi
ha detto. “La prima volta è stata nel 1973, non ricordo
neppure cosa stessi bevendo, ricordo che mi sentivo talmente solo
che cominciai a bere una bottiglia che avevo lì nel mio
camion e stavo tornando a casa mia, in Libia… Quanta sabbia…
quanto deserto ho visto quella notte…” .

LidiaMia, l’ospite di Casa dei Venti, non deve avere una storia
facile alle sue spalle, l’ho capito dai lunghi silenzi nelle sue
parole, dal modo lento di raccontarsi, come se davvero quelle
parole le volesse masticare per capirle bene, per sentirne il gusto
e decidere se è il caso di farle asciugare all’aria. Mi
chiedo se i pensieri di quest’uomo siano lenti a formarsi come le
frasi che pronuncia. Mi chiedo se tutti i silenzi hanno questa
forma, questo peso e questa leggerezza appena vengono spezzati. Mi
domando se il tuo ritorno cancellerebbe la fatica di questi giorni,
di questa attesa, e se i miei pensieri li potrai mai vedere stesi
all’aria…

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